Il bosco addormentato PDF

Questa voce o sezione sull’argomento opere letterarie non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. La bella addormentata nel bosco è una celebre fiaba tradizionale europea. Nella classificazione Aarne-Thompson, questo tema è identificato dal numero 410. Alla versione pubblicata il bosco addormentato PDF I racconti di Mamma Oca di Charles Perrault, La belle au bois dormant, si deve il titolo con cui oggi la fiaba viene comunemente indicata.


Författare: Rebecca Dautremer.

La bella addormentata nel bosco nella versione poetica e visionaria di una delle illustratrici del nostro tempo. Età di lettura: da 5 anni.

Italo Calvino, nella raccolta Fiabe italiane, descrive e cataloga molte altre versioni del tema. La credenza nelle norne, nata dalla fede fondamentale nel destino, fu certamente assai radicata. In una saga la venerazione per queste figure è indicata fra le consuetudini a cui deve rinunciare chi si converta al Cristianesimo. Dai sostenitori della nuova religione esse furono senza dubbio relegate fra gli esseri demoniaci e stregoneschi.

Per celebrare il battesimo della tanto sospirata figlioletta, un Re e una Regina invitano tutte le fate del regno affinché le facciano da madrina. Ognuna delle fate dona qualcosa alla neonata: chi la bellezza, chi la saggezza, chi il talento musicale. 15 anni, per caso incontra una vecchia che sta tessendo, e il suo fato si compie. La fata buona, sopraggiunta per aiutare la sua figlioccia, fa addormentare insieme alla principessa l’intero castello. Col tempo, il castello incantato si copre di una fitta rete di rovi, tale da impedire a chiunque di penetrarvi. Dopo 100 anni un principe giunge al castello, e miracolosamente i rovi si aprono dinnanzi a lui. Il principe trova la principessa, e se ne innamora a prima vista.

Nella seconda parte della storia, che non compare nella versione dei Grimm ed in altre successive, il principe sposa la principessa e ha da lei due figli, una femmina e un maschio, Aurora e Giorno. Egli tuttavia nasconde il suo matrimonio e i suoi frutti alla madre, che discende da una famiglia di orchi divoratori di bambini. Non appena il re si allontana dal castello, l’orchessa ordina che i suoi nipoti siano serviti per cena. Il cuoco salva i piccoli con un inganno, servendo alla padrona un agnello invece del bambino e una capretta invece della sorella.

Quando la padrona chiede che venga servita la principessa, ancora il cuoco la inganna servendo del cervo. La protagonista cambia il suo nome a seconda della versione. Perrault non le dà un nome, definendola semplicemente la princesse e chiama invece sua figlia Aurore. Bruno Bettelheim, nella sua opera Il mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, vede nella trama di questa fiaba un percorso iniziatico, un tentativo di preparare i bambini e le bambine ai cambiamenti che arriveranno. Nonostante le attenzioni dei genitori e i doni delle madrine, la piccola principessa è fin dalla sua nascita condannata al proprio destino, ossia alla maledizione dell’adolescenza.