Il banchiere assassinato PDF

Nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie del banchiere siciliano Michele Sindona, fu assassinato l’11 il banchiere assassinato PDF 1979 da un sicario ingaggiato dallo stesso Sindona. Nel 1962 sposa, nella chiesa di San Babila a Milano, Anna Lori. Lo stesso argomento in dettaglio: Banca Privata Italiana.


Författare: Augusto De Angelis.

Il banchiere assassinato vede l’investigatore della squadra mobile milanese, una sorta di “Maigret italiano”, alle prese con le indagini sulla morte del banchiere Mario Garlini, ucciso nell’appartamento di Giannetto Aurigi, amico del commissario. Aurigi doveva a Garlini una grossa somma che aveva perso giocando in borsa; inoltre, la sera prima, si era comportato in maniera strana. Tutto farebbe pensare che sia lui l’assassino. Ma sarebbe troppo facile…

Tale prestito fu accordato con tutte le modalità e transazioni necessarie e fu incaricato il direttore centrale del Banco di Roma, Giovanbattista Fignon, di occuparsi della vicenda. Le banche di Sindona vennero fuse e prese vita la Banca Privata Italiana di cui Fignon divenne vicepresidente ed amministratore delegato. Nel settembre del 1974, Fignon consegnò a Giorgio Ambrosoli la relazione sullo stato della Banca. Fignon continuò nel suo operato, tanto da essere citato anche nelle agende dell’avvocato Ambrosoli, che nulla poteva immaginare di ciò che sarebbe seguito.

Ciò che emerse dalle investigazioni indusse, nel 1974, a nominare un commissario liquidatore che venne individuato nella figura di Giorgio Ambrosoli. Contemporaneamente a questa opera di controllo Ambrosoli cominciò ad essere oggetto di pressioni e di tentativi di corruzione. Queste miravano sostanzialmente a ottenere che avallasse documenti comprovanti la buona fede di Sindona. Se si fosse ottenuto ciò lo Stato Italiano, per mezzo della Banca d’Italia, avrebbe dovuto sanare gli ingenti scoperti dell’istituto di credito. Sindona, inoltre, avrebbe evitato ogni coinvolgimento penale e civile. Ambrosoli non cedette, sapendo di correre notevoli rischi. 1975 e sono pronto per il deposito dello stato passivo della B.

Nel corso dell’indagine emerse, inoltre, la responsabilità di Sindona anche nei confronti di un’altra banca, la statunitense Franklin National Bank, le cui condizioni economiche erano ancora più precarie. L’indagine, dunque, vide coinvolta non solo la magistratura italiana, ma anche l’FBI. Nonostante le minacce di morte, infatti, ad Ambrosoli non fu accordata alcuna protezione da parte dello Stato. La sera dell’11 luglio 1979, rincasando dopo una serata trascorsa con amici, Ambrosoli fu avvicinato sotto il portone della sua casa, in via Morozzo della Rocca 1, da uno sconosciuto.