I termini nel processo penale PDF

Questa voce o sezione sull’argomento diritto ha un’ottica geopolitica limitata. Talvolta viene usato anche il termine procedimento che, a rigore, si riferisce ad un concetto più ampio, essendo il processo un particolare tipo di procedimento. Lo stesso argomento in dettaglio: I termini nel processo penale PDF di difesa.


Författare: Ignazio Pardo.

Dopo il primo capitolo dedicato alla normativa generale in tema di termini nel processo penale, il volume analizza nel dettaglio le tematiche connesse alle indagini preliminari, ai termini di custodia cautelare, ai termini per le impugnazioni, alla sospensione feriale ed alla restituzione nel termine. Nella trattazione delle questioni riguardanti le indagini preliminari si è proceduto, fra l’altro, ad esaminare le conseguenze patologiche derivanti dalle violazioni dei termini, nonché alcune specifiche problematiche connesse ad istituti determinati, quali l’avviso di conclusione delle indagini preliminari o la durata delle intercettazioni. In tema di termini di custodia cautelare, ci si è soffermati ad analizzare anche le più controverse questioni riguardanti il prolungamento dei termini. Sono presenti numerosi riferimenti alla più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia Europea, in quest’ultimo caso con particolare riferimento all’istituto della restituzione nel termine, che agevolano la lettura di argomenti assai complessi per ogni operatore del diritto, trattandosi di disposizioni spesso poco chiare e che devono essere coordinate con le norme costituzionali in tema di diritto di difesa e libertà personale.

Il complesso di norme che disciplinano un processo è detto procedura o rito. Accanto al rito ordinario, l’ordinamento può prevedere riti speciali, più o meno differenziati, applicabili laddove ricorrano determinate condizioni, ad esempio quando la controversia rientra in una certa materia. Un caso particolare sono i riti sommari nei quali alcune fasi del rito ordinario sono semplificate o rimosse, per assicurare la celerità del procedimento. Oltre che come procedimento, il processo può essere visto come un particolare rapporto giuridico, il rapporto processuale, intercorrente tra le parti e un giudice terzo e imparziale. Il rapporto processuale va tenuto distinto dal rapporto sostanziale, relativo al diritto soggettivo per la cui realizzazione è stato instaurato. Secondo il ruolo che il diritto processuale riserva al giudice, si distinguono i sistemi basati sul principio dispositivo da quelli basati sull’opposto principio inquisitorio, fermo restando che il diritto positivo, nel disciplinare il processo, può ispirarsi in varia misura tanto all’uno quanto all’altro principio, realizzando, quindi, una commistione tra i due.

Il principio dispositivo è, in realtà, un insieme di principi, che vanno considerati separatamente giacché ben potrebbe la disciplina positiva conformarsi ad uno e discostarsi dall’altro. Il principio inquisitorio, invece, prende piede quando nel processo si vogliono perseguire anche altri interessi pubblici, sicché viene riconosciuto al giudice un ruolo più attivo, allo scopo di assicurare tale finalità. Non stupisce, quindi, che il principio dispositivo caratterizzi tipicamente il processo civile e che nel processo penale possa essere più o meno attenuato, a beneficio del principio inquisitorio. Nel vigente ordinamento giuridico italiano sussiste una netta distinzione tra controversie civili, penali e amministrative.

Come esistono vari tipi di giurisdizione, così vi sono altrettanti tipi di processo: civile, penale, amministrativo e così via. Ai sensi della legge italiana, nei processi civili innanzi al giudice di pace, la parte può stare personalmente in giudizio. Inoltre, allorché la parte ovvero il suo rappresentante legale abbia la qualità necessaria a esercitare con procura l’ufficio di difensore presso il giudice adito, può stare in giudizio senza il ministero di altro difensore. 86 del codice di procedura civile italiano. I volti della giustizia e del potere. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 6 feb 2019 alle 20:04. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli.

Il sito raccoglie e pubblica gratuitamente tesi di laurea, dottorato e master. Le parti possono nominare un consulente tecnico di parte in tre situazioni: in relazione ad una perizia già disposta, al di fuori della perizia e per contrastare il risultato di una perizia già svolta. L’oggetto della consulenza tecnica di parte è identico a quello della perizia: cioè deve essere disposta dal giudice quando occorre compiere una valutazione per la quale sono necessarie specifiche competenze. Il perito svolge le indagini ed acquisisce risultati probatori per conto del giudice e gli esiti sono destinati a confluire direttamente nel fascicolo del dibattimento e sono utilizzabili nella decisione finale.