I grandi spazi delle Alpi: Vol. VI PDF

Lo stadio I grandi spazi delle Alpi: Vol. VI PDF Alpi è stato uno stadio polisportivo sito nella città di Torino dal 1990 al 2009. Nei sedici anni successivi alla Coppa del Mondo l’impianto costituì il terreno casalingo dei due principali club calcistici cittadini, la Juventus e il Torino.


Författare: Alessandro Gogna.

A caccia di immagini inedite e spettacolari, Alessandro Gogna e Marco Milani, alpinisti e fotografi di fama internazionale, hanno percorso valli e sentieri, valicato passi, scalato vette. Con un unico obiettivo: immergere il lettore nella grandiosità degli spazi alpini.

Il primo progetto dello stadio: si notano già caratteristiche che saranno proprie della versione finale, come il parziale interramento e i tiranti a sostegno della copertura. Nel marzo 1986, dopo vari confronti, il comune di Torino optò per quest’ultima ipotesi, che venne ufficializzata il 22 maggio seguente. 60 m a nord e a sud come principale sostegno della copertura. La scelta del nome fu caratterizzata da un acceso dibattito, che si protrasse sino a pochi mesi dall’inaugurazione. Vi furono svariate proposte per quello che, durante gli anni di costruzione, venne colloquialmente appellato dalla stampa come lo stadio “della Continassa” o “delle Vallette”. La convenzione fra il comune e l’Acqua Marcia prevedeva tuttavia la decisione circa il nome da assegnare all’impianto fosse avocata a quest’ultima.

Il 12 marzo 1990 venne poi presentata una rosa di cinque proposte: “Agorà”, “Des Alpes”, “Eracles”, “Summit” e “Zeus”, che vennero sottoposte al giudizio della cittadinanza. 600px Bianco e Blu a Strisce-Flag. Il primo incontro ufficiale ivi tenutosi fu invece Brasile-Svezia, il 10 giugno successivo, durante la fase a gironi del campionato del mondo 1990. La prima partita della Juventus all’interno del nuovo impianto fu una partita di Coppa Italia contro il Taranto, vinta dai bianconeri per 2-0.

Mentre, la prima gara in campionato nel nuovo stadio fu appannaggio del Torino, un pareggio a reti bianche contro la Lazio. Al Delle Alpi è come giocare sempre fuori casa. Il capitano granata Rizzitelli e quello bianconero Vialli prima del derby del 3 dicembre 1995: nonostante la sentita sfida cittadina, il Delle Alpi mostra ampi spazi vuoti tra le tribune. Fin dai suoi primi mesi di vita, il Delle Alpi tradì svariati problemi che ne minarono l’utilizzo negli anni seguenti, a cominciare dagli alti costi di manutenzione della copertura e del terreno di gioco, rivelatisi molto superiori alle previsioni pre-costruzione.

L’insieme di questi problemi sfociarono in una palese disaffezione nei confronti del pur moderno stadio, sia da parte dei tifosi, che raramente riempirono i suoi sovradimensionati spalti, sia dei due club cittadini, che minacciarono più volte di lasciare il Delle Alpi o addirittura la stessa Torino. Lo stadio durante una fase della sua demolizione, nel corso del 2009. Abbiamo avuto ciò che volevamo dopo otto anni di sofferenze e polemiche. Il Delle Alpi si presentava come un ampio invaso parzialmente interrato. All’interno, attraverso le rampe e le gradinate di accesso ci si ritrovava immersi nel catino, capace di contenere poco meno di 71 000 spettatori, il che lo rese il terzo stadio d’Italia per numero di posti, dopo il Meazza di Milano e l’Olimpico di Roma. La copertura era costituita da una serie di elementi in lamiera di alluminio appesi a una tensostruttura d’acciaio a forma di “8”, collegata da funi lungo l’asse mediano del campo.