I due misteri. Da Magritte alla natura della rappresentazione pittorica PDF

Insieme a Paul Delvaux è considerato il maggiore pittore del surrealismo in Belgio. Ma René Magritte, detto anche le saboteur tranquille per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per I due misteri. Da Magritte alla natura della rappresentazione pittorica PDF il mistero indefinibile. Intenzione del suo lavoro è alludere al tutto come mistero e non definirlo.


Författare: Luca Taddio.

Quale rapporto intercorre tra il mondo e la sua rappresentazione? Le opere pittoriche di Magritte parlano di una relazione di somiglianza tra le cose e le loro immagini. I suoi quadri rendono visibili per come sono in verità gli oggetti che popolano la realtà esterna. Questo libro attraversa l’opera del pittore al fine di proporre una nuova concezione teorica della natura della raffigurazione pittorica. Alla base di questa indagine troviamo il nesso tra immagine e percezione, il cui intreccio costituisce la trama della realtà iscritta nella pittura. L’arte per Magritte deve evocare il mistero: l’autore segue le orme del pittore non per portare alla luce ciò che è nascosto, ma per mostrare ciò che già di per sé è evidente, alla luce del sole.

Nato a Lessines, Belgio, nel 1898, il padre Léopold Magritte era un sarto. Con il padre e i due fratelli si trasferisce nuovamente questa volta a Charleroi, per allontanare il dolore della tragedia. Dopo gli studi classici, René volge i suoi interessi alla pittura. Nel 1922 si sposa con Georgette Berger, che aveva conosciuto nel 1913, quando aveva quindici anni.

I suoi inizi di pittore si muovono nell’ambito delle avanguardie del Novecento, assimilando influenze dal cubismo e dal futurismo. Nel 1930, dopo l’esperienza parigina, Magritte decide di tornare a Bruxelles insieme con Georgette. Nel 1940, per timore dell’occupazione tedesca, si trasferisce con la moglie nel sud della Francia, a Carcassonne. Il suo stile è definito illusionismo onirico. Egli illustra, ad esempio, oggetti e brani di realtà assurdi: un paio di scarpe che si tramutano nelle dita di un piede o un paesaggio simultaneamente notturno nella parte inferiore e diurno in quella superiore, ricorrendo a tonalità fredde, ambigue, antisentimentali quali quelle del sogno. Magritte è l’artista surrealista che gioca con spostamenti del senso utilizzando sia accostamenti inconsueti sia deformazioni irreali. Uno dei suoi quadri icona è il grande occhio spalancato nel cielo, o al contrario il cielo che si specchia nell’occhio, intitolato Il falso specchio, piaciuto talmente tanto a Luis Buñuel da riprenderlo come scena madre nel suo film Un chien andalou.