I colori del tramonto PDF

Goethe, Farbenkreis zur Symbolisierung des menschlichen Geistes- und Seelenlebens, 1809. Johann Wolfgang von Goethe nel 1810 e pubblicato a Tubinga. Goethe, pur essendo conosciuto come uno dei più importanti scrittori e poeti di tutti i tempi, sosteneva egli stesso di aver dato molta I colori del tramonto PDF importanza ai propri lavori scientifici, incentrati specialmente sullo studio delle piante e appunto dei colori, che a tutte le sue creazioni letterarie.


Författare: Pina Giuffré.

La poesia di Pina Giuffrè è limpidamente lirica, sorretta da suasiva eleganza e grande armonia di immagini e di ritmi. Ed è un inno appassionato all’amore e alla vita nel trascorrere di memorie ed emozioni sempre nuove”. (Giorgio Bàrberi Squarotti)

Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto. Insieme a me hanno vissuto buoni poeti, altri ancora migliori hanno vissuto prima di me, e ce ne saranno altri dopo. Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l’unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi. L’impostazione del saggio si contrappone frontalmente alla teoria corpuscolare sulla luce, dedotta dalle esperienze di Newton sulla dispersione dei colori durante la rifrazione in un prisma cristallino. Le considerazioni di Goethe, inoltre, nascono dall’osservazione del colore percepito, che è mediato dalle caratteristiche fisiologiche della retina, in cui sono presenti solo tre tipi di fotorecettori, detti coni, la cui sensibilità è massima in corrispondenza a tre specifiche frequenze della radiazione luminosa. L’opera di Goethe ha avuto una notevole importanza come stimolo sia per considerazioni filosofiche sul colore sia per lo sviluppo della scienza della colorimetria.

Il poeta tedesco d’altronde già nel 1790, allora quarantunenne, aveva maturato l’interesse per la teoria dei colori. Paradossalmente, questo “esperimento al contrario” fu, un secolo dopo, la primissima osservazione critica che fece Goethe nel campo dei colori, che lo portò alla conclusione opposta a quella newtoniana, e lo convinse che la teoria di Newton fosse totalmente errata: cambiando infatti le condizioni di osservazione, come ad esempio la distanza tra il prisma e il muro, cambiava anche l’effetto risultante. Il cerchio bianco su sfondo nero può apparire più grande di quello nero su sfondo bianco. Egli riprendeva così le tesi già espresse in forma simile dagli antichi Greci, in particolare da Empedocle, Platone, e Aristotele. In ambito filosofico, del resto, anche Immanuel Kant aveva evidenziato l’esigenza di indagare le condizioni della conoscenza prima dell’oggetto stesso della conoscenza. Tutto ad un tratto, e come se fosse un’ispirazione, i filosofi neoplatonici e specialmente Plotino, mi hanno coinvolto emotivamente in modo straordinario e per molto tempo Plotino mi rimase aggrappato. A Plotino Goethe sembra alludere parlando di lui come di un antico mistico, che aveva sostenuto come l’occhio esista in funzione della luce e sia stato perciò da questa modellato.

Tipicamente plotiniana è poi la concezione di Dio come forza che si esplica nella natura, dell’Uno che si esprime nei molti, di cui la luce non è che un’analogia. Venne aggiunta infine una quarta parte contenente alcuni approfondimenti e supplementi. Il primo volume è diviso in sei sezioni. L’ultimo capitolo è dedicato interamente all’azione sensibile e morale dei colori e alla loro funzione estetica e artistica. In questo volume Goethe classifica i colori studiandoli così in tutte le loro manifestazioni, per mettere in risalto la complessità del fenomeno cromatico e l’ingerenza non trascurabile che vi ha l’organo della vista. I colori fisiologici sono quelli prodotti dalla naturale attività dell’occhio, e perciò risiedono unicamente nel soggetto percipiente. Se l’occhio percepisce un colore, viene subito messo in attività ed è costretto per sua natura, in modo tanto inconscio che necessario, a produrne subito un altro che insieme al dato includa la totalità della gamma cromatica.

Goethe studiò anche il modo in cui uno stesso colore appare diversamente a seconda dello sfondo in cui è inserito. La qualità dei colori cambia cioè in base al contesto, producendo una differenza di informazione che non è misurabile quantitativamente ricorrendo alla formula matematica della lunghezza d’onda emanata. Quando siamo esposti all’influenza di un colore esterno, noi creiamo armonia ed equilibrio creandoci un colore complementare interno. Le ombre colorate non sono visibili da sole, ma soltanto nel contesto in cui appaiono. Tale è il caso ad esempio di una matita posta davanti alla fiamma di una candela, che se illuminata a sua volta da un raggio di sole arancione, produce un’ombra dall’aspetto vivamente azzurognolo. Vi è qui un punto assai importante, sul quale torneremo ripetutamente.