Globalizzazione, disuguaglianze, migrazioni PDF

Jenner, e che ha comportato un crollo della fecondità. L’ampia differenza temporale esistente fra l’globalizzazione, disuguaglianze, migrazioni PDF dell’abbassamento della mortalità e l’inizio di quello della fecondità ha portato alla straordinaria crescita della popolazione prima citata.


Författare: Donatella Strangio.

Il volume analizza i fatti storici ed economici attraverso la caleidoscopica prospettiva del colonialismo e della decolonizzazione, sottolineando l’importanza che quest’ultima ricopre per la comprensione di fenomeni attuali quali migrazioni, scomposizione dei territori, disuguaglianze, terrorismo. L’autrice offre una panoramica approfondita dei temi trattati – colonizzazione, decolonizzazione, globalizzazione -, esaminandoli dal punto di vista della storia economica e della demografia (con il contributo in alcuni capitoli di Elena Ambrosetti, docente di Demografia della Sapienza Università di Roma), e implementandoli con molteplici riferimenti all’attualità, come la disuguaglianza tra Stati e regioni e le politiche migratorie. Si ricostruiscono così i cambiamenti a livello socioeconomico dei territori che, come in un gigantesco puzzle, compongono il globo, evidenziando i fattori che hanno influito sul consolidamento dell’attuale sistema economico mondiale e mostrando come, dopo la crisi del 2007, sia ormai necessario creare nuove regole e nuove istituzioni per i sempre più numerosi esclusi e naufraghi della globalizzazione. Prefazione di Eugenio Gaudio.

Nella storia contemporanea della popolazione mondiale, le migrazioni hanno giocato un ruolo di gran lunga meno importante. Questo è stato rilevante soltanto in alcuni e limitati casi e periodi, in particolare nel popolamento dei nuovi mondi e, di conseguenza, nell’allentare decisamente la pressione demografica, prima nei vecchi mondi, specialmente nell’Europa, poi anche nell’America Latina. Gli strumenti facili, efficaci, diffusi ed economici per controllare le nascite indesiderate sono arrivati, come si accennava, molto dopo che si era cominciato a controllare la morte precoce, anche se questi strumenti sono condizione necessaria ma non sufficiente perché il controllo si attui. In casi come questi si pone il problema del se e per quanto tempo ancora sia possibile sopportare una così prolungata e bassissima fecondità.

Come detto, il ruolo delle migrazioni internazionali nello sviluppo delle popolazioni contemporanee è ridotto, o finanche ridottissimo, nonostante il clamore e le polemiche che così frequentemente suscitano le migrazioni nell’opinione pubblica e nelle formazioni politiche. Mentre nei Paesi ad alta fecondità è ormai scontata l’accettazione del principio di favorire una sua discesa e la messa in atto di politiche per attuarla, nei Paesi a bassissima fecondità di lungo periodo, soprattutto in quelli economicamente sviluppati, le tendenze e le politiche mirate a un suo modesto recupero sono molto più complesse, difficili e incerte. Davvero un puzzle di estrema difficoltà per i politici e i cittadini cinesi. Situazioni non meno complesse e difficili si hanno anche per molti altri Paesi, compresa l’Italia. Paese dovrebbe essere possibile un’assoluta, libera mobilità della popolazione, altrimenti si dovrebbe cercare di perseguire l’impossibile obiettivo di una crescita zero a tutti i livelli territoriali, il che comporterebbe fra l’altro una straordinaria e insostenibile rigidità della popolazione e della società in senso lato. Gli squilibri demografici, economici e sociali a livello macro, attuali e prospettivi, non sono mai stati così forti fra il Nord del mondo, economicamente progredito e demograficamente depresso, e il Sud, demograficamente vitale ed economicamente depresso, per cui ci si potrebbero aspettare migrazioni assai massicce. Stati-nazione e spostandole ai bordi di un’enorme area di libera circolazione delle persone, fa sì che la politica migratoria dei singoli Paesi europei si stia trasformando sempre di più da unidimensionale e bilaterale a multidimensionale e multilaterale.