Gestione dell’impresa e società per azioni in liquidazione PDF

Jump to navigation Jump to search La liquidazione coatta amministrativa è una procedura concorsuale prevista dalla legge italiana che si applica ad alcuni enti e categorie d’impresa predeterminate dalla legge. Ha le sue fonti regolamentari in parte nella legge fallimentare italiana e, in parte, nelle leggi speciali. La liquidazione coatta amministrativa fu introdotta nell’gestione dell’impresa e società per azioni in liquidazione PDF italiano con la legge nº 5546 del 15 luglio 1888 sulle casse di risparmio. Inizialmente questa procedura era vista come uno strumento al servizio di interessi pubblici differenti rispetto a quelli del fallimento, cioè quelli della Cassa di Risparmio che era un ente non assoggettabile al fallimento poiché privo del carattere della commercialità.


Författare: Silvia Turelli.

Muovendo dalla valorizzazione, a seguito della riforma del diritto societario del 2003, del carattere imprenditoriale dell’attività di liquidazione, il lavoro ricostruisce la disciplina del momento gestionale di una società per azioni in fase di liquidazione. In questa prospettiva viene esaminato il profilo della governance di una società per azioni in liquidazione, avendo riguardo alla società a modello tradizionale, dualistico e monistico, nonché quello più strettamente inerente le regole di gestione. Particolare attenzione è poi dedicata al momento dell’informazione sull’attività di gestione attraverso l’esame della disciplina delle scritture contabili di liquidazione. Infine è analizzato il profilo della responsabilità derivante dall’attività di gestione avendo riguardo non solo ai liquidatori, ma a tutti quei soggetti che “partecipano”, in vario grado e misura, alla gestione dell’impresa in questa particolare fase della vita della società.

L’interesse pubblico acquistò una caratterizzazione particolare e la procedura di liquidazione coatta amministrativa venne prevista nel 1933 per le società controllate dall’IRI e nel 1935 per le società finanziate dallo Stato o garantite per quattro volte il capitale sociale. Con il progressivo ritirarsi dello Stato dall’esercizio delle attività economiche, i casi considerati divennero marginali, ma la procedura di liquidazione coatta rimase uno strumento di rilievo per la gestione delle imprese in crisi assoggettate a controllo pubblico, poiché erano e sono chiamate a gestire mezzi finanziari affidati da una grande quantità di soggetti. In particolare il sistema di vigilanza fu introdotto in primis per le imprese assicurative, poiché dovevano gestire una liquidità notevole, costituita dai premi versati dagli assicurati. L’assoggettamento alla procedura di liquidazione coatta di queste imprese fu introdotta già negli anni venti.

Il controllo pubblico era previsto come tutela per l’ingente massa di assicurati nei confronti della gestione scorretta della liquidità. A fronte del rischio d’insolvenza delle suddette imprese, infatti, la procedura di liquidazione coatta era considerata più adatta rispetto al fallimento, in quanto presupponeva un controllo quasi continuo da parte dello Stato. L’apertura del procedimento di liquidazione coatta preclude al creditore le azioni individuali in sede di giurisdizione ordinaria, poiché i creditori devono far valere le proprie istanze nella procedura amministrativa di accertamento dei crediti attuata dal commissario giudiziale. Taluni enti della pubblica amministrazione italiana. Esercitare l’azione sociale di responsabilità contro gli amministratori dell’impresa sottoposta alla liquidazione. Il commissario liquidatore è un pubblico ufficiale e deve dunque adempiere con diligenza ai doveri del proprio ufficio e la responsabilità dell’organo sottostà al medesimo regime che si applica al curatore fallimentare. Il comitato di sorveglianza è composto da 3 o 5 membri che divengono pubblici ufficiali e sono scelti tra persone con esperienza nell’attività imprenditoriale dell’impresa in liquidazione.