Filosofia della montagna PDF

La montagna magica, è un romanzo dello scrittore tedesco Thomas Mann pubblicato nel 1924. Mann iniziò a lavorare a La montagna filosofia della montagna PDF nel 1912, concependo inizialmente il progetto come un racconto breve in cui sviluppare in chiave ironica alcuni dei temi già presenti in La morte a Venezia.


Författare: Francesco Tomatis.

La montagna in tutti i suoi molteplici aspetti, esaminata da una prospettiva filosofica: in questo saggio Francesco Tomatis, docente di Ermeneutica filosofica, mostra come l’ambiente montano aiuti a comprendere e a risolvere le questioni centrali della vita umana. Perché sulle vette tutto riesce a essere colto compiutamente, con profondità e partecipe distacco come in una prospettiva dall’alto.

Lo scoppio della prima guerra mondiale interruppe il lavoro sul libro. Il conflitto e le difficili condizioni del dopoguerra indussero l’autore a un sostanziale riesame della società borghese europea che tenesse conto delle perverse tendenze distruttive mostrate da una gran parte dell’umanità cosiddetta “civilizzata”. La storia è ambientata negli anni precedenti la prima guerra mondiale. Il protagonista è il giovane ingegnere di Amburgo Hans Castorp, agli inizi della carriera nell’industria navale. Poco prima del previsto ritorno, Castorp si sottopone a una visita a causa di una leggera infezione bronchiale e viene persuaso a rinviare la partenza in attesa di un miglioramento delle sue condizioni di salute. La prima metà del romanzo descrive i primi mesi del soggiorno durante i quali il protagonista fa la conoscenza di una serie di personaggi che costituiscono un microcosmo della società europea del tempo.

La malattia si rivela in realtà tubercolosi e tratterrà il protagonista lontano dalla vita attiva per sette anni. La narrazione segue la percezione del tempo degli stessi malati per cui esso trascorre quasi inavvertitamente: mentre la prima parte del romanzo descrive il primo anno di soggiorno di Castorp, la seconda tratta dei restanti sei. Negli ultimi capitoli del romanzo, fa la sua comparsa, accompagnato dalla signora Chauchat, il magnate Pieter Peeperkorn, ultima figura ad esercitare una forte influenza sul protagonista. Nonostante questi goda dei favori della mai dimenticata dama russa e ne sia dunque rivale in amore, Castorp rimane conturbato dalla forte personalità del ricco edonista olandese.

Poco dopo però questi, quasi inspiegabilmente, si uccide. Belle Époque, ma anche delle future contraddizioni della Repubblica di Weimar. Persino le discussioni tra Naphta e Settembrini si fanno più veementi e il primo sfida l’altro a duello. Un giovane uomo poco più che ventenne. In un certo senso Hans Castorp può esser inteso come la personificazione della giovane repubblica di Weimar: da una parte l’umanesimo, dall’altra il radicalismo più estremo – rappresentati rispettivamente da Settembrini e Naphta – cercano di attrarlo a sé ottenendo il suo favore, ma Castorp non pare in grado di poter fare una scelta compiuta e decisa.

Il massone Settembrini viene ben a rappresentare l’ideale attivo e positivo dell’illuminismo, dell’umanesimo, della democrazia, della tolleranza e dei diritti umani. Castorp pare intrattenere con la morte e la malattia, mettendolo in guardia contro la “compagna di malattia” Madame Chauchat, cercando di dare prova di una visione positiva della vita: il suo antagonista Naphta lo descrive come “Zivilisationsliterat”. Nelle caratteristiche fisiche Settembrini ricorda il compositore italiano Ruggero Leoncavallo, mentre il nome è preso da quello del patriota italiano del XIX secolo Luigi Settembrini. Claudia Chauchat rappresenta la tentazione data dall’erotismo, la lussuria e l’amore, il tutto in una forma degenerata ed ampiamente morbosa, dominata da “passività asiatica”. Lei si trova ad essere proprio uno dei motivi principali per il soggiorno prolungato di Castorp sulla montagna magica. Joachim Ziemssen è il cugino di Castorp. La montagna incantata è caratterizzata da una narrativa densa di erudizione e spesso ambigua che ha determinato una certa varietà di giudizi critici.

A fianco di uno scrupoloso realismo nella descrizione di personaggi e situazioni, si ritrova un marcato simbolismo, nei toni con cui viene descritto, ad esempio, il fluire del tempo o le impressioni e meditazioni del protagonista. Il romanzo si rifà apertamente alla tradizione europea, e in particolare tedesca, del romanzo di formazione o Bildungsroman, benché, come dichiarato dallo stesso autore, ne sia anche la parodia. La montagna incantata ebbe una trasposizione per la televisione tedesca nel 1968 per la regia di Ludwig Cremer e una cinematografica nel 1981 per la regia di Hans W. Edizioni originali Der Zauberberg, 2 volumi, Berlino: S.

Der Zauberberg, Francoforte sul Meno: S. Giorgio Montefoschi e, in appendice, La montagna incantata, lezione agli studenti di Princeton, Milano: TEA, 2005. Critica Riportiamo qui solo le monografie dedicate a La montagna incantata. Per una più ampia bibliografia della critica sull’opera di Thomas Mann si veda la relativa voce. Weigand, Thomas Mann’s Novel Der Zauberberg: A Study, New York: AMS Press, 1971.