Fedone PDF

Quest’oggi, disse, io taglierò i miei capelli e tu i tuoi, se morirà questo nostro ragionamento e non saremo capaci di richiamarlo in vita. Archita da Taranto, ma anche l’assenza di esplicite intenzioni pedagogiche che spinge a ritenere il dialogo precedente alla fondazione dell’Accademia. Critone, facoltoso fedone PDF ateniese, amico e allievo di Socrate nonché protagonista del dialogo omonimo. Ermogene, Epigene, Eschine, Antistene, Ctesippo di Peania, Menèsseno, Fedonda di Tebe, Euclide e Terpsione di Megara.


Författare: Platone.

Echecrate, membro della scuola pitagorica di Fliunte, chiede a Fedone di narrare a lui e ai suoi allievi le ultime ore di Socrate, poiché le notizie giunte da Atene al riguardo sono poche e vaghe. Fedone, presente al momento dell’esecuzione, accetta di buon grado, e inizia a narrare ciò che accadde quel giorno, riportando i discorsi intrattenuti da Socrate con i due filosofi tebani Simmia e Cebète. Appresa la notizia dal messo degli Undici, Critone, Fedone e gli altri allievi della cerchia socratica si riuniscono attorno al maestro in carcere, per passare insieme a lui le ultime ore. Continuando nella risoluzione del precedente paradosso, la morte è intesa come separazione dell’anima dal corpo.

Il filosofo non si cura del corpo e dei suoi piaceri, ma ambisce al perfetto sapere, che appartiene solo all’anima. Con questa prima dimostrazione generale si conclude quella che è la prima parte del dialogo. La dimostrazione di tale tesi è portata avanti con molta attenzione dal filosofo, così da persuadere completamente i suoi due interlocutori. Il discorso di Socrate sulla morte come distacco dell’anima dal corpo viene accettato di buon grado dai due tebani. Tuttavia, ciò che ancora non li convince è l’effettiva immortalità dell’anima una volta uscita dal corpo. Come afferma infatti Cebète, gli uomini temono che, nell’atto medesimo in cui ella si distacca dal corpo e ne esce, subito come soffio o fumo si dissipi e voli via. Socrate inizia ad argomentare la propria tesi, proponendo tre prove.

Anzitutto, Socrate mostra come ogni cosa tragga origine dal proprio contrario. Ma, obietta Simmia, come può Socrate dimostrarlo, quali prove dà di questa teoria? Nonostante tutto, Simmia e Cebète non sono ancora persuasi dalle parole di Socrate, e riportano la credenza di molte persone, secondo la quale l’anima, dopo la morte del corpo, si dissolve nell’aria. Socrate però allontana subito tali timori: solo ciò che composto può decomporsi e, dissolvendosi nelle sue parti, perire. Dopo queste tre dimostrazioni Socrate passa a descrivere il destino che le anime avranno dopo la morte.