Elementi di archeometria PDF

Questa voce o sezione sull’argomento filologia non cita le fonti necessarie elementi di archeometria PDF quelle presenti sono insufficienti. I primi tentativi di ricostruire etimologie risalgono all’antichità. Isidoro di Siviglia scrisse un trattato enciclopedico in venti volumi, intitolato Etymologiae. Durante il Medioevo a Costantinopoli autori per lo più anonimi composero lessici che contenevano l’etimologia delle parole ivi trattate.


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L’archeometria – la scienza della misura cu ciò che è antico – si è venuta affermando come scienza applicata che attinge le sue conoscenze dalle discipline scientifiche, ma si rivolge al settore umanistico nello sforzo di trovare un comune linguaggio, necessario ai fini che si propone. Da questa area pluridisciplinare infatti nascono interventi sempre più raffinati che utilizzano nuove tecnologie per operare nel campo della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. I testi dei capitoli che compongono il libro sono redatti da specialisti del campo e presentano alcune delle più importanti metodologie e tecniche di intervento nel campo dell’archeometria. Oltre all’introduzione delle basi fisiche delle principali tecniche, ampio spazio è riservato alla presentazione, spesso in termini colloquiali, delle varie applicazioni possibili. Sono inoltre illustrati importanti esempi di intervento effettuati su Beni culturali di grande rilievo.

Va infine menzionata la Legenda Aurea, che risale probabilmente al XIII secolo ed ebbe grande rinomanza al suo tempo. Questo testo racconta le vite dei santi, iniziando sempre con l’etimologia, spesso fantasiosa, del nome del santo. Fuori d’Europa, la scienza dell’etimologia ebbe particolare rilevanza in India, dove era conosciuta fin dall’antichità con il nome di nirukta, una delle sei discipline accessorie allo studio dei Veda, insieme alla metrica, alla grammatica, alla fonetica ecc. VI il grammatico Yāska compose il trattato Nirukta, che spiegava come si fosse formato il significato di certe parole, per lo più nel contesto dell’interpretazione dei Veda. L’opera di Yaska fu continuata da altri grammatici. Un’applicazione più matura del metodo comparativo si trova nel dizionario etimologico della lingua inglese, pubblicato da George William Lemon nel 1783.

Il titolo stesso illustra l’approccio utilizzato: A derivative dictionary of the English language: in two alphabets, tracing the etymology of those English words, that are derived I. Nell’Ottocento fiorì la filologia in etimologia e non solo. Nascono ora i dizionari etimologici in molte lingue europee. Per svolgere un’ottimale ricerca etimologica, è sì necessario conoscere i mutamenti di forma e significato della parola, ma bisogna inoltre mostrare che tale evoluzione non contrasti con quanto sappiamo sulla storia, la diffusione nei dialetti e nelle lingue affini della parola stessa, e sia coerente anche con le caratteristiche dell’oggetto da essa indicato. Innanzitutto, è necessario conoscere quando, dove, in quale forma e con quale significato una parola è stata attestata per la prima volta, e se il suo impiego sia stato ininterrotto dal suo primo utilizzo in poi.

Bisogna anche cercare se tale parola è stata utilizzata nei dialetti o in altre lingue e, in tal caso, tenere conto anche di questi nuovi dati. Per quanto riguarda i dialetti, è possibile consultare i dizionari dialettali, molti dei quali risultano o non attendibili o incompleti. In particolare, per le parole originatisi nel Medioevo, sono fondamentali i vocabolari del latino medievale, tra cui il Glossarium ad scriptores mediae et infimae latinitatis di Charles Du Cange e il Mediae latinitatis lexicon minus di Jan Frederik Niermeyer. Finita la raccolta della documentazione, si può procedere alla critica delle ipotesi etimologiche prospettate fino ad ora. Trovati tali ipotesi etimologiche, è innanzitutto necessario verificare se i mutamenti ricostruiti siano plausibili. Se risultano esserlo, bisogna comparare tale mutamento formale della parola con la documentazione storica e geolinguistica della voce, fatta al passaggio precedente.