Diritto e rivoluzione. Vol. 2 PDF

La scienza giuspubblicistica italiana sorge sul finire del XIX secolo nel pieno della creazione del nuovo stato italiano. Tale diritto e rivoluzione. Vol. 2 PDF è direttamente collegabile all’intuizione e all’opera di un eminente giurista: Vittorio Emanuele Orlando. Un’altra figura fondamentale della giuspubblicistica è Santi Romano il quale continuò a sviluppare le teorie di Orlando. Come tale, il diritto pubblico si contende il campo con il diritto privato, le cui materie sono quelle che riguardano all’opposto i rapporti tra singoli individui in posizione di parità.


Författare: Harold J. Berman.

Definito dall’autorevole “American Political Science Review” come “probabilmente il libro di diritto più importante della nostra generazione”, il primo volume di quest’opera, pubblicato dal Mulino nel 1998, studiava le origini della tradizione giuridica occidentale nel Medioevo. Curato e introdotto da Diego Quaglioni, il nuovo volume, del tutto autonomo, prosegue la vasta indagine dell’autore studiando le due trasformazioni indotte sulla tradizione giuridica dalla Riforma protestante e dalla Rivoluzione inglese. Con questa opera vasta e ambiziosa, iniziata nel precedente volume identificando l’origine del diritto europeo nella rivoluzione papale del XII e XIII secolo e nella creazione di un diritto canonico, Berman mette in luce l’importanza, sinora trascurata, che la religione ha avuto nel determinare lo sviluppo dei sistemi giuridici occidentali.

Negli ultimi decenni, in seno al diritto pubblico, si è sviluppata la disciplina del diritto pubblico comparato, che esamina l’ordinamento costituzionale dei principali ordinamenti, onde approfondirne la conoscenza dell’organizzazione e del funzionamento concreto, mediante il metodo della comparazione giuridica. Non tutti, infine, condividono l’inclusione di settori specifici come il diritto commerciale internazionale, nel quale vi sono sì interessi pubblici da tutelare, ma si sottolinea una prevalenza degli aspetti pragmaticamente privatistici degli ambiti applicativi. Gunther Teubner, Constitutional Fragments: Societal Constitutionalism and Globalization, 0199644675, 9780199644674 Oxford University Press 2012. Giorgio Berti Interpretazione costituzionale, Cedam, Padova, 1987.

Sabino Cassese, Tre maestri del diritto pubblico, Napoli, Editoriale Scientifica, pp. After Public Law, 9780199669318, Oxford University Press, 2013. Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 27 nov 2018 alle 12:08. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Jump to navigation Jump to search Il diritto commerciale è una branca del diritto privato che regola i rapporti attinenti alla produzione e allo scambio della ricchezza.

Nel corso del Medioevo, infatti, l’intensa attività commerciale che si era sviluppata nelle città italiane aveva creato la necessità di formare una specifica regolamentazione. Benvenuto Stracca sistemò tutto ciò, elaborando una sistemazione organica ed autonoma delle norme del diritto commerciale e, pur essendo un ammiratore del diritto romano, ritenne spesso necessario preferirgli le consuetudini moderne, più rispondenti alle nuove necessità. Parlando di diritto commerciale ci si riferisce quindi, in senso generale, al diritto degli affari e alle regole del mercato volute dal legislatore per regolamentarne i fenomeni e la vita. D’altra parte esso non va confuso con il diritto industriale seppure le due discipline abbiano diversi punti di contatto. La materia è caratterizzata da una costante esigenza di aggiornamento. Altre significative evoluzioni nella materia sono intervenute in conseguenza del recepimento di articolate normative Comunitarie che hanno regolato in modo organico materie complesse, come la concorrenza.

Il diritto commerciale ruota attorno alla figura dell’imprenditore, per disciplinare le forme attraverso le quali egli opera, gli strumenti dei quali si avvale, la situazioni di crisi nella quale può venirsi a trovare. L’attività economica è un’attività di rischio essendo possibili delle perdite. Tali attività si realizzano o con la produzione di nuovi beni oppure con lo scambio di beni già esistenti sul mercato o, infine, con la erogazione di servizi. La rapidità del ritmo dell’innovazione tecnologica riduce il ciclo di vita dei prodotti, mettendo in discussione il concetto di possesso e quindi della proprietà. I rapporti di proprietà, secondo l’autore, sono infatti compatibili in una economia che rispetta il requisito dell’esclusività, dato che il possesso di un bene materiale è possibile solo da una delle parti.