Diari del ghetto di Varsavia. Le storie dei coraggiosi che non si piegarono PDF

16 ottobre 1940 nella città vecchia di Varsavia. Lo stesso argomento in dettaglio: campagna di Polonia e governatorato Generale. Lo stesso argomento in diari del ghetto di Varsavia. Le storie dei coraggiosi che non si piegarono PDF: Ghetti nazisti e Judenrat. Fin dall’estate del 1940, i Tedeschi facevano costruire nelle strade dei muri, per isolare i gruppi di case.


Författare: Noemi Szac-Wajnkranc.

Il diario di Noëmi Szac-Wajnkranc rappresenta un documento preziosissimo, di eccezionale valore umano e storico. Un racconto della vita del Ghetto in quegli anni e della sua tragica eroica resistenza. Tra le esecuzioni, le epidemie, la fame e le brutalità efferate, nella perenne incertezza – in ogni minuto – della vita e della morte, il Ghetto di Varsavia, prima di insorgere, vive, lavora. La sua gente ama, trepida, pecca, s’arrabatta, traffica, prega; cura il decoro e quelle piccole vanità nel vestiario e nello stile di vita cui è così umanamente legata la stima che si ha di se stessi. Scrive diari in bella calligrafi a su quaderni ben ordinati, indossa i mantelli bianchi per celebrare la festa religiosa della riconciliazione, organizza temerari contrabbandi e perfino dancing e ristoranti dove, a pochissima distanza da macerie e fosse scavate talora dalle stesse vittime prima di essere uccise, vi sono marmi eleganti e dove musicisti e attori suonano e recitano brani preparati e studiati con scrupolo tra una fucilazione e l’altra. C’è anche una cantante giovanissima che – ricorda nel suo diario Noemi Szac – Wajnkranc – “cantava in modo così meraviglioso da far dimenticare che fosse mai esistito un ghetto, cantava come se non si sapesse che cosa fosse un tedesco”.

A poco a poco, questi tronconi di muri si congiungevano, isolando un quartiere, verso il quale venivano avviati gli ebrei espulsi dai villaggi e dalle cittadine di provincia. Dal 1º luglio 1940, fu loro vietato di risiedere altrove che nel settore così delimitato. Le condizioni di vita peggiorarono ulteriormente all’inizio del 1941: lo spazio a disposizione dei residenti fu ulteriormente ridotto e la media di mortalità per fame, malattie e maltrattamenti crebbe in maniera esponenziale, tanto che, prima dell’arrivo dell’estate, si registrò una media di 2. Una volta che i nazisti ebbero segregata la popolazione ebraica nel ghetto, al suo interno i tedeschi non ne esercitarono direttamente il controllo, preferendo affidarlo, a Varsavia come in altri ghetti, a “consigli ebraici”, o Judenräte, eletti dagli ebrei o selezionati dai tedeschi, i quali avevano la responsabilità di porsi come tramite tra l’autorità tedesca e i residenti nei ghetti. Ghetto di Varsavia 1943: L’immagine simbolo dell’Olocausto.

000 persone morirono di stenti o di malattia nel ghetto prima che le deportazioni di massa iniziassero nell’estate del 1942. 000 abitanti del Ghetto di Varsavia furono assassinati a Treblinka tra il 23 luglio e il 21 settembre del 1942. Per otto settimane, le deportazioni continuarono al ritmo di due treni al giorno, ciascuno dei quali trasportava dalle 4. Le vittime erano suffocate in gruppi di 200 persone con l’uso del monossido di carbonio. Lo stesso argomento in dettaglio: rivolta del ghetto di Varsavia.