Che Guevara. Mito e realtà. Le idee, le immagini, l’utopia cinquant’anni dopo PDF

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A trent’anni dalla prima edizione, in occasione del cinquantenario dell’uccisione di Che Guevara, ritorna un libro che fece epoca pubblicato per la prima nel 1987 dalle edizioni L’Unità. Copertina originale di Gianni Sassi. Scritti di: Gerardo Chiaromonte, Saverio Tutino, Giorgio Oldrini, Mario Spinella, Caludio Petruccioli, Massimo Cavallini, Che Guevara. I successi e le sconfitte di un uomo che è stato amato da più di una generazione. Ad illustrare il libro cento immagini ritrovate negli archivi cubani da Giorgio Mondolfo. Nuova edizione con l’aggiunta di un capitolo inedito a cura di Giorgio Oldrini, unico inviato europeo in Bolivia in occasione del ritrovamento dei resti di Che Guevara, e la trascrizione del discorso pronunciato da Fidel Castro in occasione della veglia solenne in memoria del Che tenutasi a L’Avana il 18 ottobre 1967. Prefazione di Giorgio Oldrini

1970 per propagandare e sviluppare la lotta armata rivoluzionaria per il comunismo. Di matrice marxista-leninista, è stato il maggiore, il più numeroso e il più longevo gruppo terroristico di sinistra del secondo dopoguerra esistente in Europa occidentale. Le prime azioni rivendicate come Brigate Rosse risalgono al 1970, e continuarono con il massimo dell’attività tra il 1977 e il 1980. Aldo Moro le Brigate Rosse sembrarono in grado di influire in modo decisivo sull’equilibrio politico italiano e di poter sovvertire l’ordine democratico della Repubblica.

La denominazione Brigate Rosse è ricomparsa, dopo anni di assenza, nel 1999, per rivendicare nuovi cruenti attentati nel periodo 1999-2003. Volantini delle BR con la tipica stella a cinque punte. Secondo fondatori e dirigenti, le Brigate Rosse dovevano indicare il cammino per il raggiungimento del potere, l’instaurazione della dittatura del proletariato e la costruzione del comunismo anche in Italia. Tale obiettivo doveva realizzarsi attraverso azioni politico-militari e documenti di analisi politica detti risoluzioni strategiche, che indicavano gli obiettivi primari e la modalità per raggiungerli. Il terrorismo di fabbrica proveniva dall’esasperazione delle lotte sindacali, dalla conflittualità permanente e dal rifiuto totale dell’economia di mercato che solo la violenza e la rivoluzione avrebbero potuto abbattere, costituendo una società più equa anche a costo di spargere molto sangue. L’altra anima delle Brigate Rosse fu quella della contestazione studentesca, nella fattispecie quella sorta alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento, cui appartenevano sia Renato Curcio che la moglie, Margherita Cagol.