Carnevale in giallo PDF

Carnevale in giallo PDF, i 5S minacciano Conte “A casa? Piazza Ferruccio Nazionale: il “Carnevale dei berretti frigi”.


Författare: .

I testi della raccolta sono di: Gian Mauro Costa, Alicia Giménez Bartlett, Malvaldi Marco, Manzini Antonio, Francesco Recami.

Chiara Frugoni, Medioevo sul Naso, Editori Laterza, 2004. Generale e Stato Maggiore alla cerimonia della Prise du drapeau. L’antica tradizione dei carnevali rionali, in gran parte del Piemonte, fu poi soppiantata nel 1808 dall’unificazione delle feste, voluta, anche per motivi di ordine pubblico, dalle autorità napoleoniche che governavano la città. Il Generale infatti, nasce proprio come una figura carnevalesca risalente a quest’epoca, e cioè rievocando il simbolo dell’autorità municipale, che veste l’uniforme dell’esercito napoleonico e assume simbolicamente i poteri di gestione e di ordine della festa. A partire dal XIX secolo quindi, si aprì una fase di “storicizzazione” del carnevale eporediese, collegando il significato della sua celebrazione all’affermazione degli ideali di libertà, giunti in Piemonte con la Rivoluzione francese. Stato Maggiore”, gli ufficiali posti agli ordini del Generale, sono quelle dello stesso esercito napoleonico.

Analoghe divise portano le quattro “Vivandiere” che, nei tre giorni di festa di giovedì, domenica e martedì sfilano a cavallo assieme allo Stato Maggiore. Lo studio storico della manifestazione, tuttavia, si incaricò di cercare di risalire ad epoche ben anteriori alla Rivoluzione Francese, nelle origini dell’ansia di libertà e di lotta contro la tirannide, e collocandole nelle vicende medievali che interessarono Ivrea. Toniotto, trascinata nel cosiddetto “Castellazzo” e qui obbligata, a concedersi al perfido tiranno, deciso altresì a reclamare la legge ius primae noctis. La tradizione le dette l’appellativo di vezzosa, per indicarne la leggiadria e la grazia femminile, quindi vestita di bianco per indicarne la fedeltà e la purezza, ed interpretata, ogni anno, da una diversa cittadina eporediese, che dev’essere sposata, per ricordare lo stato di Violetta, seppur suo malgrado.

E il Castello non c’è più. Nei tre giorni di carnevale, lungo le vie cittadine, si svolge la tradizionale sfilata alla quale partecipano carri, gruppi folcloristici e bande musicali provenienti, su invito, anche da altre regioni italiane o da altri paesi europei. Ogni anno dunque il carnevale presenta elementi di novità, ma la tradizione rimane ben ancorata a due elementi: la sfilata del corteo storico e la battaglia delle arance. Durante la sfilata del corteo, il momento di massima partecipazione emotiva ed identificazione degli eporediesi con la loro festa è rappresentato dal passaggio della Mugnaia, l’eroina delle festa, sottolineato dagli applausi e dalle grida di evviva degli spettatori.

Al corteo di carnevale vi partecipano, inoltre, i giovanissimi Abbà, con vestiti di foggia medievale e con in mano una piccola sciabola sulla quale è infilzata un’arancia, simbolo delle testa mozzata del tiranno. L’atmosfera gioiosa che accompagna la sfilata del corteo storico non sarebbe tale senza le musiche del carnevale. La Canzone del Carnevale”, l’inno ufficiale della festa che, nelle sue parole, celebra la rivolta popolare contro il tiranno. Savoia nel periodo del Regno di Sardegna. Dettaglio della battaglia e della quantità di arance. La battaglia delle arance di Ivrea ha luogo gli ultimi tre giorni, ovvero la domenica, il lunedì grasso e il martedì grasso del carnevale, sempre di pomeriggio, e rappresenta il momento più spettacolare dell’intera manifestazione, motivo di richiamo turistico annuale per migliaia di visitatori, che pure corrono il rischio di essere colpiti. Non è ben chiaro il passaggio con il tiro delle arance, ma probabilmente era considerato un frutto “esotico” da corteggiamento, proveniente dalla lontana Nizza.

I visitatori turisti sono protetti da delle alte reti. Una speciale commissione osserva, nei tre giorni di suo svolgimento, l’andamento della battaglia ed assegna un premio alle squadre a piedi ed ai carri da getto che, per ardore, tecnica e lealtà, si sono maggiormente distinti. Si sono costituite associazioni di aranceri, dai nomi pittoreschi, che si occupano di organizzare la partecipazione al carnevale. Aranceri Asso di Picche: casacca rosso-blu e foulard nero con simbolo della picca. Luogo di tiro in piazza Ferruccio Nazionale. Aranceri della Morte: casacca nera, pantaloni rossi, con un teschio nero su sfondo bianco. Aranceri Tuchini del Borghetto: casacca verde, pantaloni rossi e un corvo nero su sfondo bianco.

Aranceri degli Scacchi: casacca a scacchi bianco-nera e una torre arancione. Luogo di tiro in piazza Ottinetti. Aranceri Pantera Nera: casacca nera e una pantera nera su sfondo giallo sulla schiena. Luogo di tiro in piazza del Rondolino. Aranceri Scorpioni d’Arduino: casacca gialla, pantaloni verdi e scorpione nero.