Breve storia del futuro degli stati uniti d’Europa PDF

Stati Uniti d’America nelle competizioni internazionali di pallacanestro organizzate dalla FIBA. USA, infatti, si è cominciato a praticare così presto e con così tanti atleti questo sport. Dall’edizione tedesca di allora il basket non sarebbe più mancato ai giochi olimpici. Il breve storia del futuro degli stati uniti d’Europa PDF americano, nonostante la rapida diffusione che lo sport ebbe nel mondo, continuò sempre coi collegiali alle Olimpiadi del ’48, la prima dopo la fine della Seconda guerra mondiale.


Författare: Elido Fazi.

Il Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno scorsi non ha solo preso, come spesso in passato, misure d’urgenza di carattere tecnico, ma ha definito nell’insieme quello che dovrebbe essere l’assetto futuro dell’ue prevedendo: 1- l’unione bancaria; 2- l’unione di bilancio (superministro) 3- l’unione politica, che dovrebbe comportare una maggiore legittimazione democratica; 4- la crescita. Su questi punti Van Rompuy, Draghi, Barroso e Juncker si sono impegnati a presentare una proposta per il prossimo Consiglio Europeo di metà dicembre. Si è insomma cercato di dare un’ossatura diversa a quella strana creatura, ancora piccola e fragile – se non allo stato embrionale –, che è l’Europa Unita. Questo libro prova a immaginare lo sviluppo futuro del progetto europeo anticipando come potrebbe, nel giro di qualche anno, fare il suo ingresso nell’età adulta. Le difficoltà stanno soprattutto nel superare la cesura tra il comparto monetario dell’ue, che ha già un carattere federale, e il comparto economico (in particolar modo per quanto riguarda le politiche fiscali e di bilancio), che è ancora sottoposto al controllo dei singoli Stati. Soprattutto Fazi e Pittella, convinti europeisti, riescono a materializzare davanti ai nostri occhi gli Stati Uniti d’Europa come un’imperdibile opportunità di progresso politico.

Ai giochi a cinque cerchi australiani in finale la nazionale di basket statunitense batté, per la seconda volta in quattro anni, 89-55, l’URSS, che arriverà all’argento anche nelle due successive edizioni olimpiche. Ai Giochi Olimpici però l’USA Basketball si assicura di avere sempre una squadra di dilettanti in grado di dimostrare la superiorità della propria nazionale nella pallacanestro: gli statunitensi battono con grande agilità, e senza mai perdere una singola partita, gli avversari fino al 1972. A Tokyo gli Stati Uniti potevano contare su un buon gruppo di futuri ottimi giocatori come Bradley, L. Il torneo olimpico del 1960 vide schierata una rappresentativa statunitense, agli ordini di Pete Newell, altamente competitiva, tanto da essere considerata la squadra di collegiali più forte mai schierata dalla USA Basketball.

La grande tensione intorno al match era motivata da ragioni non solo agonistiche: in piena Guerra Fredda la partita di USA contro URSS assumeva chiare valenze extra-sportive. Gli Stati Uniti provenivano da una serie di 7 ori consecutivi, e avevano vinto l’ultima edizione aggiudicandosi 65-50 la finale contro la Jugoslavia grazie al talento di giocatori come Spencer Haywood e Jo Jo White. Entrambe le squadre aveva finito imbattute il loro girone, vincendo quasi tutte le partite con margini di almeno 10 punti, tranne USA-Brasile e URSS-Jugoslavia. Con tre secondi ancora da giocare, in un finale tiratissimo, l’arbitro concesse due tiri liberi agli States, entrambi realizzati da Collins, che portarono gli americani avanti 50-49. Gli USA non ottennero la rivincita olimpica di Monaco di Baviera in una sfida diretta nemmeno nel 1984, dato che l’URSS restituì il boicottaggio olimpico di 4 anni prima non portando atleti a Los Angeles. Ai Mondiali di Madrid del 1986 la rappresentativa degli Stati Uniti di D. Alle Olimpiadi di Seul del 1988 gli USA, con Manning, Richmond, Majerle e, ancora, David Robinson in squadra, conquistarono solamente il bronzo.

USA ex ABAUSA, fu chiaro a quel punto che gli universitari americani non erano più in grado di contrastare senza nessun problema le nazionali maggiori degli altri paesi. Olimpiadi di Barcellona 1992, schierando un mix di campioni come mai si erano visti tutti assieme. La squadra vinse tutte le partite con margini abissali, senza mai la necessità di chiamare un time out, viaggiando ad una media di quasi 44 punti di distacco inflitti. Charles Barkley con una media di 18 punti a partita e un massimo di 30 realizzati contro il Brasile.

Una volta infranto il “tabù” di schierare i giocatori NBA la Federazione di Basket USA mostrò l’intenzione di non rendere la prima volta del 1992 un unicum: anche alle successive squadre nazionali, olimpiche e non, degli Stati Uniti con questa caratteristica venne così affibbiato l’appellativo “Dream Team”. Giochi Olimpici in casa propria la federazione americana decise di creare una squadra sulla scia di quella che aveva divertito e stravinto in Spagna. La rappresentativa degli Stati Uniti, allenata da Lenny Wilkens, dominò il torneo, seppure con una facilità meno irrisoria di quella mostrata 4 anni prima, infliggendo agli avversari in media poco più di 32 punti di distacco. A partire dal 2000 la USA Basketball decise di puntare su giocatori dell’NBA di livello medio per partecipare ai Giochi Olimpici, in controtendenza alle ultime due esperienze a cinque cerchi: i forfait di molti campioni furono decisivi per questa scelta.

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Stati Uniti d’America nelle competizioni internazionali di pallacanestro organizzate dalla FIBA. USA, infatti, si è cominciato a praticare così presto e con così tanti atleti questo sport. Dall’edizione tedesca di allora il basket non sarebbe più mancato ai giochi olimpici. Il dominio americano, nonostante la rapida diffusione che lo sport ebbe nel mondo, continuò sempre coi collegiali alle Olimpiadi del ’48, la prima dopo breve storia del futuro degli Stati Uniti d’Europa PDF fine della Seconda guerra mondiale.

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