Borgo Pinti, 13 PDF

Sigillo della Borgo Pinti, 13 PDF Loggia d’Italia degli Alam. Italia nel 1910, con la denominazione originaria di Serenissima Gran Loggia d’Italia. Rito scozzese antico e accettato, usciti dal Grande Oriente d’Italia nel 1908. Il 29 dicembre 1915 morì Saverio Fera, fondatore della Gran Loggia, al quale successe Leonardo Ricciardini, affiancato da Raoul Palermi alla guida del Supremo consiglio.


Författare: Daniele Aiolfi.

La maestranza di Ricciardini fu funestata sia dagli eventi della Prima guerra mondiale e dalla crisi che ne conseguì, sia per il rientro di numerose logge della nuova obbedienza all’interno del GOI. I quadrumviri del fascismo accompagnano Benito Mussolini. Erano tutti affiliati alla Gran loggia di Piazza del Gesù. Il 19 maggio 1922 la Gran Loggia d’Italia fu invitata a Losanna alla Conferenza mondiale dei supremi consigli di rito scozzese, a scapito del Grande Oriente d’Italia.

L’appoggio della comunione massonica di Piazza del Gesù alla presa del potere da parte di Mussolini non fu una mera dichiarazione di cortesia. Tuttavia, nonostante l’appoggio di Palermi, molti templi della Gran Loggia d’Italia furono devastati dagli squadristi fascisti. Il 23 novembre 1925, a seguito dell’ostracismo del regime e della nuova legislazione che vietava ogni forma di associazionismo massonico, la Gran Loggia d’Italia fu prima messa in sonno e poi sciolta un anno dopo. La massoneria di Piazza del Gesù si risvegliò dal lungo sonno del ventennio il 4 dicembre 1943 quando, in casa di Salvatore Farina, fu ricostituito il Supremo consiglio del Rito scozzese antico e accettato per l’Italia, a capo del quale fu eletto l’avvocato Carlo De Cantellis, mentre Farina fu nominato Luogotenente. Domenico Franzoni ed Ernesto Villa, rispettivamente Sovrano gran commendatore e Gran maestro, furono costretti alle dimissioni nel 1951, sostituiti pro tempore dal Luogotenente sovrano gran commendatore Ermanno Gatto e dal vicario Romano Battaglia.