Bibbia N.2 Italiano Danese PDF

Bibbia N.2 Italiano Danese PDF sua storia è narrata nel Libro della Genesi ed è ripresa dal Corano. Non esistono testimonianze indipendenti da Genesi dell’esistenza di Abramo: non è quindi possibile attestare la sua storicità.


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La cronologia interna alla Bibbia colloca Abramo verso il 2000 a. Neemia 9,7 e in I Cronache 1,26. La forma Abraham appare nelle restanti occasioni e tale nome non compare in alcun altro scritto precedente. Incerte forme quali, ad esempio, “A-ba-am-ra-ma”, “A-ba-ra-ma” e “A-ba-am-ra-am” sono presenti solo in alcuni testi in lingua accadica risalenti al XIX secolo a. Abraham è, come Brahmâ, il Patriarca dei Limbi e del Nirvana I Brahmi dicono “estinguersi in Brahmâ”, così come gli Ebrei dicono “addormentarsi nel seno di Abramo”, vale a dire ritornare nei Limbi. L’islam considera Abramo antenato del popolo arabo, attraverso Ismaele. Questa parentela con gli Aramei semiti della fine del II millennio a.

Arabi della prima metà del I millennio a. La genealogia contenuta in Genesi 11. Abram, figlio di Terach e fratello di Nacor e Aran, viveva nella città di Ur con la propria famiglia. Qui sposò la sorellastra Sarai, figlia dello stesso padre, ma di madre diversa. Un giorno Dio parlò ad Abramo, ordinandogli di lasciare la sua terra e di dirigersi nella terra che lui gli avrebbe indicato.

Abram, che aveva a quel punto 75 anni e non era ancora riuscito ad avere figli a causa della sterilità di Sara, obbedì: radunò tutti i suoi beni e partì, lasciando Haran, con sua moglie e il nipote Lot. Abramo lasciò che Sara giacesse con il faraone e in cambio gli venne regalato del bestiame. Nello stesso luogo dove tempo prima Dio gli aveva parlato, Abram ebbe una nuova rivelazione da Dio: in lui sarebbero state benedette tutte le genti, gli avrebbe concesso una discendenza numerosa come le stelle del cielo e i granelli di sabbia del mare. Nella Bibbia è citato a questo punto un conflitto militare tra diversi re, difficilmente identificabili.

Anche i re di Sodoma e Gomorra furono coinvolti nel conflitto: sconfitti entrambi, le due città furono sottoposte a saccheggio e Lot preso prigioniero. Il re di Sodoma raggiunse Abram per riscattare i suoi uomini, ma Abram gli restituì tutto quanto era suo senza chiedergli nulla. In una nuova visione, Dio confermò ad Abram l’Alleanza, che si sarebbe estesa a tutta la sua discendenza. Sara era sterile e avanti negli anni, quindi Abram ritenne opportuno accettare il suggerimento di Sara di avere un figlio con la schiava egiziana Agar, che chiamò Ismaele. Lo stesso argomento in dettaglio: Sacrificio di Isacco. In seguito, un giorno, Abramo vide davanti alla sua tenda tre uomini e li invitò a riposarsi. Diede loro dell’acqua per lavarsi i piedi e Sara preparò delle focacce e del vitello da mangiare.

Al momento di andare via, assicurarono che Sara, l’anno successivo, avrebbe avuto un figlio. Sara, all’udire queste parole si mise a ridere, perché era troppo vecchia per avere un bambino. L’anno dopo, a primavera, Sara ebbe un figlio e lo chiamò Isacco, cioè sorriso di Dio. In seguito a ciò scoppiò una violenta gelosia tra Sara e Agar, al punto che Abramo decise di allontanare nel Deserto di Paran Agar e suo figlio Ismaele, dando loro un pane e un otre d’acqua. Quando Isacco era già un ragazzo, Dio mise alla prova Abramo: gli disse di andare sul monte Moria e di sacrificare suo figlio Isacco. Abramo accettò, ma mentre legava Isacco per il sacrificio, apparve un angelo che gli disse di fermarsi perché Dio aveva apprezzato la sua ubbidienza, benedicendolo “con ogni benedizione”.

Canaan, che egli stesso aveva comperato dagli Ittiti come terreno sepolcrale molti anni prima. L’intera sūra 14 è intitolata ad Abramo, ma il personaggio viene citato solo poche volte. Si racconta del Sacrificio del figlio di Abramo, che la tradizione è divisa nell’identificare con Ismaele o Isacco, ma prevale la prima interpretazione. Per fede Abraamo, quando fu provato, fece come se offrisse Isacco, e l’uomo che aveva lietamente ricevuto le promesse tentò di offrire il unigenito, benché gli fosse stato detto: “Quello che sarà chiamato ‘tuo seme’ verrà da Isacco”. Søren Kierkegaard in una delle sue più importanti opere, ovvero Timore e tremore, analizza e spiega la grande fede di Abramo nell’accettare tale sacrificio, “senza colpo ferire”.