Autobiografia politica PDF

La Riqueza de las Naciones, Caps 1-4. Pueden los “estados benefactores” en democracia sobrevivir a las crisis financieras? El socialismo autobiografia politica PDF el hombre en Cuba. Es la igualdad enemiga de la libertad?


Författare: Francesco Renda.

Francesco Renda, dal 1943 ai nostri giorni, attraverso il «secolo colmo di male ma anche di bene», è stato un protagonista di tutti i grandi avvenimenti politici e sociali che hanno fatto della Sicilia il laboratorio decisivo dell’Italia. Un protagonista e anche un testimone, nel senso che alla volontà e alla passione dell’azione ha accompagnato sempre – grazie alla sua formazione di studioso e di storico – la ragione e la consapevolezza dell’osservazione, fra l’altro sovente diviso personalmente tra il senso di responsabilità di partecipare e il distacco critico di appartarsi per capire. In bilico tra la politica e la scienza storica, oggetto e soggetto contemporaneamente: una complessità che dota di un taglio singolare questa biografia. Racconto di fatti decisivi filtrati e resi drammatici dal vissuto personale, ma insieme resoconto dei pensieri che di quei fatti rappresentavano la lucida coscienza, l’ordine razionale.

Engels, Friedrich Discurso ante la tumba de Marx. La dependencia ha muerto, viva la dependencia y la lucha de clases. Perspectivas de precios, disturbios monetarios y mala orientación de las inversiones. Componente della commissione speciale per l’esame del disegno di legge N. Nata nel 1900 a Torino da famiglia operaia e costretta ad abbandonare molto presto la scuola, continuò a istruirsi da autodidatta, svolgendo vari mestieri. Luigi Longo, studente di ingegneria che ricopriva già incarichi di responsabilità politica. Si sposarono nel 1926 ed ebbero tre figli, uno dei quali morirà in tenera età.

Da qui Teresa Noce compì numerosi viaggi clandestini in Italia per svolgervi propaganda e attività antifascista. Nei primi anni trenta, fece ritorno a Mosca con Longo e, quindi, nuovamente a Parigi, dove partecipò, con Xenia Silberberg, alla fondazione del giornale Noi donne, inizialmente uscito come foglio clandestino. Fu segretaria nazionale della FIOT, il sindacato delle operaie tessili e nel 1948 fu eletta nella prima legislatura del parlamento repubblicano, nel quale si distinse come proponente della legge 26 agosto 1950 n. Longo nel 1953 ottenne l’annullamento del matrimonio a San Marino presentando un documento che conteneva una firma contraffata di Teresa Noce. Corriere della Sera e che per lei rappresentò un evento grave e doloroso più del carcere, più della deportazione. Morì a Bologna, all’età di 79 anni, il 22 gennaio 1980. 2, Milano, Mondadori Editore, 1975, p.

Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 12 dic 2018 alle 17:51. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Originaria di Chioggia, era figlia di Giustina Poli, insegnante, e Fruttuoso Merlin, segretario comunale a Pozzonovo. Visse a Chioggia per tutta l’infanzia e la giovinezza. La giovane maestra Lina Merlin cominciava a rendersi conto delle condizioni in cui vivevano le donne del suo tempo: in particolare non tollerava l’ipocrisia dei capi di famiglia religiosi e osservanti, che non trovavano alcuna contraddizione tra i loro principi e il frequentare le prostitute. Nel 1919 un amico la invita a far parte del movimento fascista: c’è bisogno di organizzare le donne e lei sembra la persona ideale.

Lina si sente attratta invece dagli ideali del socialismo che ritiene più vicini alla sua mentalità e alla sua morale. Si iscrive perciò al Partito Socialista Italiano, cominciando a collaborare al periodico “La difesa delle lavoratrici”, di cui in seguito assumerà la direzione. Collabora con il deputato socialista Giacomo Matteotti a cui riferisce nei dettagli le violenze perpetrate dalle squadre fasciste nel padovano. Quando, nel 1925, dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, Mussolini consolida il suo potere, il destino di Angela è ormai segnato. In meno di ventiquattro mesi viene arrestata cinque volte. Tornata a Milano nel 1930, durante una riunione clandestina incontra il medico ed ex deputato socialista di Rovigo Dante Gallani, che rimane colpito dalla sua eloquenza. Si sposano nel 1932, ma appena quattro anni dopo lui muore.

In questo periodo Lina prende parte ad azioni di guerra partigiana, rischiando più volte la vita. Catturata dai nazisti, riesce a sfuggire con uno stratagemma. Scrive articoli sul periodico socialista clandestino Avanti! Dopo la fine della guerra Lina si trasferisce a Roma alla direzione nazionale del PSI. Nel 1946 viene eletta all’Assemblea Costituente. I suoi interventi nel dibattito costituzionale, quale membro della “Commissione dei 75”, risulteranno determinanti per la tutela dei diritti delle donne, e lasceranno un segno indelebile nella Carta Costituzionale.

Candidata dal PSI nel collegio di Rovigo, viene eletta al Senato della Repubblica il 18 aprile del 1948. Nelle sue battaglie, Merlin seppe mostrare tutta la sua tenacia e – in virtù del rispetto e dell’autorevolezza di cui godeva – seppe ribattere in maniera efficace e tagliente alle battute, talvolta assai poco cavalleresche, che le venivano spesso rivolte nei corridoi di Palazzo Madama dai colleghi. Nel 1961 le venne fatto sapere che il partito non intendeva ripresentare la sua candidatura nel collegio di Rovigo, dov’era stata rieletta al Senato nel 1953 e alla Camera dei deputati nel 1958, e lei reagì strappando la tessera. A 77 anni, nonostante le esortazioni dei suoi sostenitori che avrebbero voluto rivederla candidata anche nelle elezioni del 1963 come indipendente, Lina Merlin decise di ritirarsi dalla politica e di tornare a vivere nella sua casa di Milano insieme a Franca Cuonzo Zanibon, figlia di una sua cugina precocemente scomparsa che le era stata affidata e che lei adotterà come figlia. 1970 introdusse in Italia il divorzio.