Aristotele. La fiamma nel cuore PDF

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In quattro brevi scritti Aristotele analizza fenomeni che caratterizzano l’intero arco vitale delle nature animate, piante comprese, dalla nascita alla morte e dalla giovinezza alla vecchiaia, utilizzando i concetti fondamentali della sua filosofia della natura. Lo sguardo è sulle condizioni della natura individuale e ambientale che, nello scenario di corruttibilità proprio degli esseri generati, consentono alla gracile fiammella della vita che arde nel loro cuore di rimanere accesa o di spegnersi definitivamente. La natura e l’anima che presiede all’esercizio delle funzioni vitali si compenetrano mostrando che una spiegazione in chiave finalistica dei processi della vita non può prescindere dalla componente materiale che costituisce i viventi in quanto tali.

Masoch ai piedi di Fanny, con accanto la frusta. Considerata una parafilia solo nei casi in cui la ricerca del dolore è l’unica forma di sessualità che permetta il raggiungimento dell’orgasmo. Appena identificato come anomalia sessuale, la psichiatria allora nascente sospetta immediatamente una sua stretta correlazione con il sadismo, ma è Sigmund Freud a confermare la “realtà” dei due termini e ad associarli come opposti-complementari nel sadomasochismo. Il masochismo sarebbe essenzialmente una caratteristica femminile, innato nelle donne e strettamente correlato al loro stesso ‘funzionamento psicologico’. Fillide cavalca nuda, frustando le terga di Aristotele innamorato.

Theodor Reik usa il termine “masochismo sociale” per analizzare quello che Freud aveva definito masochismo morale. Per Reik esso è un istinto comune, una possibilità presente in tutti gli esseri umani e che può diventare patologico solo superando certi limiti, escludendo cioè tutte le altre direzioni dell’istinto. Lo stesso Freud ammette che “è insolito per la tortura masochista produrre la stessa impressione di serietà che ha la crudeltà, immaginata o messa in scena, del sadismo”, anticipando così il concetto deleuziano di “mostro semiotico” riferito all’accostamento ed equivalenza dei due termini. Il masochista sociale è un fallito cronico, può avere successo nella vita sociale a condizione però di fallire in quella sentimentale.

Nella psicologia individuale di Alfred Adler il masochismo può rivelarsi esser allora la realizzazione del proprio sentimento d’inferiorità, con il soggetto desiderante di confermare la propria connaturata incapacità, il tutto correlato ad una “nevrosi da fallimento”. Per lo psicoanalista Paul Lawrence Assoun infine il masochista mette in scena il proprio desiderio di castrazione, diventa testimonianza eroica di questa passione, trionfa come vittima e si auto-assegna la palma del martirio. Secondo Ernest Renan, come si può pensare che Dio permetta a Satana di far del male a un uomo buono? Non solo, ma permettendogli anche di agire attivamente sulla Terra dandogli il potere di far soffrire l’umanità intera? Le frecce dell’Onnipotente mi hanno trafitto.

I terrori di Dio sono schierati contro di me Io grido a te e tu non mi rispondi, io sto lì e mi guardi fissamente”. Per Paul Lawrence Assoun Giobbe è inconsolabile ma anche, allo stesso tempo, inesauribile ed inconfutabile. Questo fino a quando Dio non gli parla: “dov’eri tu quando io creavo la Terra? La nostra società predisporrebbe le donne al masochismo: la civiltà storica di tipo maschile ha sempre imposto alle donne un ruolo subordinato, passivo, una posizione di sottomissione e dipendenza masochista. Secondo Reik lo stato biologico delle donne, le mestruazioni, la deflorazione, il parto avrebbero una connotazione masochista.

Un incontro con un torturatore sadico è il rischio più grande, egli umilia e colpisce la sua preda, la isola, la convince che senza di lui lei non è niente. Il rischio è che lei finirà per crederci e cadere così nel masochismo morale. Infine, per Louis-Ferdinand Céline “Le donne sono fatte per soffrire. Se non le violentiamo più, non le tradiamo più, non le umiliamo più, non riusciremo più a fermarne i piagnistei! Il ricordo di una punizione subita nell’infanzia ed immediatamente erotizzata si ritrova nei ricordi di molti masochisti. Nel suo libro Françoise Maîtresse, Annick Foucault cita una doppia scena di sculacciate che visse da bambina quasi in stato di trance.

Scena di masochismo, in cui la donna usa una frusta sull’uomo. Illustrazione di Édouard-Henri Avril tratta da Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere. Gli esseri umani hanno sempre avuto bisogno di costruirsi idoli, creare rituali e cerimonie: il masochismo è un’esperienza mistica, afferma con convinzione l’autore francese André Pieyre de Mandiargues. Ancora Reik: “il martire si sente esattamente come il masochista perverso, un momento di paradiso che non è troppo caro da pagare con la morte.