Archivi di psicologia giuridica Vol. 2 PDF

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La rivista “Archivi di Psicologia Giuridica” nasce dal desiderio di contribuire a rendere più fecondo il dialogo tra la sfera del diritto e quella della psicologia. Se è vero che il desiderio da cui qualcosa origina permane come traccia nel suo nome, il nome di questa nuova rivista esprime anche il desiderio che dell’incontro tra psicologia e diritto che in essa avviene rimanga una memoria, un residuo che possa essere “archiviato” per utilizzazioni future. Rendere qualcosa di contingente, valido e utilizzabile anche per il futuro, è certamente un progetto ambizioso ma non irrealizzabile. La via che abbiamo scelto per tentare di realizzarlo, è quella di trasmettere attraverso le discussioni che avverranno nella nostra rivista, soprattutto un metodo, una modalità specifica di realizzare l’incontro tra la psicologia e il diritto. Al di là delle singole trattazioni degli argomenti – che si collocano necessariamente nella sfera del contingente – è la “forma” dell’incontro, il metodo di discussione, la struttura che guida lo sviluppo di un tema che, nel nostro desiderio, vorremmo fosse “archiviata” dal lettore.

Ingresso principale della sede centrale di Roma, Piazzale Aldo Moro. Nacque per volontà di papa Bonifacio VIII, che il 20 aprile 1303, con la bolla pontificia In Supremae praeminentia Dignitatis, istituì a Roma lo Studium Urbis. Nel XIV secolo operavano a Roma diverse istituzioni scolastiche, ma senza un ente ufficialmente riconosciuto ed esterno alla corte papale. Durante tutto il periodo rinascimentale diversi papi richiesero al Comune l’incremento del corpo docente, con l’inserimento prosecutivo di nuove cattedre.

Durante la fase di passaggio fra lo Stato Pontificio e il Regno d’Italia, garante dell’istituzione fu Terenzio Mamiani, che laicizzò l’Ateneo. Fu creato un laboratorio per le esercitazioni chimiche e farmaceutiche e si dotarono il più possibile i gabinetti scientifici già esistenti, soprattutto quelli di Mineralogia, Geologia e Paleontologia. Furono poi istituite molte altre cattedre sia nell’area giuridica sia economica e perfino un insegnamento di Storia Moderna. La Città Universitaria di Roma, realizzata su progetto urbanistico di Marcello Piacentini e inaugurata nel 1935, in una foto del 1938. Durante il ventennio fascista, nell’ottobre 1931, è imposto l’obbligo di giurare fedeltà al Duce per tutti i docenti universitari. Nel 1935, al completamento dei lavori pianificati dall’architetto monumentalista Marcello Piacentini, la nuova Città Universitaria venne inaugurata alla presenza del Re e della Regina.

Dopo il secondo conflitto mondiale, l’università riprese rapidamente la sua attività. Paolo Rossi, studente di architettura iscritto al PSI, precipitato dal muretto di destra alla sommità della scalinata della facoltà di Lettere. Due anni più tardi, nel marzo 1968, una sede della facoltà di Architettura fu teatro di uno scontro tra studenti di destra e sinistra con la polizia, che passò alla cronaca, e successivamente alla storia, come battaglia di Valle Giulia. La Sapienza diviene un punto di riferimento nazionale del movimento studentesco del 1968 e rimane un luogo di fermento politico per tutti gli anni settanta. In particolare la Sapienza fu luogo di grande agitazione durante il 1977, in occasione dello sviluppo del movimento che prese il nome da quell’anno.

Dal novembre del 2006 la Sapienza adotta un nuovo sistema di identità visiva: nel logo la Minerva è stata sostituita da un cherubino, che rimanda all’originaria sede del Palazzo della Sapienza. Negli anni ottanta e novanta un grande scandalo, chiamato dai media “Esamopoli”, investì l’Ateneo. L’inchiesta riguardava la compravendita di esami, accertata poi dall’autorità giudiziaria, da parte di decine di studenti delle facoltà di Economia e Commercio e di Giurisprudenza. La lapide in ricordo di Marta Russo.

Lo stesso argomento in dettaglio: Omicidio di Marta Russo. Il 15 gennaio 2008 la Santa Sede cancellò il programma di visita alla Sapienza di papa Benedetto XVI a seguito di una formale protesta sottoscritta da sessantasette accademici che hanno ritenuto inappropriata la presenza del Papa e il suo discorso di prolusione all’inaugurazione dell’anno accademico. Oltre alle numerose sedi periferiche a Roma, l’Università dispone di un polo succursale a Latina. Gli immobili di proprietà o concessi in uso perpetuo dal demanio sono oltre cento, di cui trentotto dentro la Città Universitaria, e il resto distribuiti all’interno di Roma.

L’Aula Magna del Rettorato, realizzata tra il 1933 e il 1935 su progetto di Marcello Piacentini. 5, dove ha sede anche il limitrofo Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un grande portale permette di accedere all’interno della città, costituita da una serie di palazzi ed edifici idealizzati per la fruizione di studenti e professori. Un viale porta dall’ingresso principale al piazzale della Minerva, sul quale si affacciano i palazzi di Ortopedia e Chimica, sulla destra, e i palazzi di Igiene e Fisica, a sinistra. Sede di Gianturco – Via E. Facoltà di Ingegneria – Via Eudossiana, 18.