Aprilia città della terra. Arte, architettura, urbanistica PDF

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Questo volume percorre attraverso il contesto storico della quarta città di fondazione dell’agro romano e pontino, il suo concorso e il progetto vincitore, i vari fermenti e le diverse fasi tra promesse ed utopie, che animavano la cultura architettonica ed artistica degli anni trenta. La città di Aprilia realizzata dal gruppo guidato da Concezio Petrucci con Mario Tufaroli Luciano, Emanuele Filiberto Paolini e Riccardo Silenzi, rimane uno straordinario esempio di modello urbanistico ed architettonico, razionale e mediterraneo, che, annientato dalla tragedia bellica appena pochi anni dopo la sua nascita, subì nel corso del tempo contraddittorie trasformazioni.

Nella discussione puoi collaborare con altri utenti alla risistemazione. Cisterna di Latina è un comune italiano di 36 939 abitanti della provincia di Latina nel Lazio. Città di origini antichissime, sorge ai margini settentrionali dell’Agro Pontino, al confine fra le province di Roma e Latina, ed è un centro agricolo e industriale di rilievo. Fino al 1932, il suo territorio era fra i più grandi e vasti d’Italia, comprendendo una larga fetta delle antiche “paludi pontine”, di cui era l’ingresso. Il clima è di tipo mediterraneo. L’estate è calda e, a volte, afosa nonostante venga mitigata dal vicino mare. Le origini di Cisterna sono antichissime: nel suo territorio, sono state rinvenute tracce del passaggio di uomini preistorici in piccole cavità naturali in località Finocchione.

I latini popolarono il suo territorio fin dall’epoca arcaica. Appio Claudio Cieco avvia la costruzione della Via Appia al centro dell’agro pontino ormai pienamente conquistato e colonizzato da Roma. Ti scrivo, o Attalo, dalla piana pontina, dove sono ospite di Filemone, nella sua villa di Ulubrae. Anche Augusto, secondo Svetonio”, avrebbe vissuto fino ai diciotto anni nella villa di famiglia a Ulubrae.

I Giardini di Via Porta Agrippina. Tres Tabernae crebbe progressivamente di importanza e diventò sede vescovile. Nel 307 vi fu assassinato l’imperatore Flavio Severo, ucciso dal luogotenente di Massenzio, Eraclio. Ai tempi dell’invasione longobarda si conclamò l’espansione delle paludi pontine, già in atto da due secoli. Proprio a partire dal secolo 500 il tratto di Appia compreso tra Tres Tabernae e Terracina venne definitivamente abbandonato, sostituito da una deviazione pedemontana originata immediatamente a nord del villaggio. Il borgo conosce attestazione solo a partire dall’anno Mille, quando viene citato, per la prima volta, con il nome di Terra di Cisterna.

Lo scrittore Antonio Pennacchi nel libro Una nuvola rossa sostiene che la cisterna di Nerone rientra invece in un ambizioso progetto di bonifica delle paludi portato avanti dall’imperatore. Infine un autore locale, Umberto Pichi, ha proposto una originale teoria secondo la quale il nome deriverebbe dall’espressione di chiamare le località a sud di Roma, Terrae Cis Aeterna e quindi Terra di Cisterna: la teoria è priva di ogni valore scientifico e non è considerata da nessuno studioso, ma riscuote una certa fama in ambito locale. Nel frattempo sul territorio, lungo l’attuale Via Tivera si sviluppò l’abbazia benedettina di Sant’Eluterio fondata da un eremita. Cisterna diventò un feudo dei Conti di Tuscolo, potentissima famiglia romana che la cedettero ai Frangipane nel 1146.

Il 5 settembre 1159 fu eletto papa, il cardinale Rolando Bandinelli che assunse il nome di Alessandro III. Tuttavia la sua elezione, fu ostacolata dall’Imperatore Federico Barbarossa che inviò le sue truppe per far arrestare il Papa. Nel 1504 papa Giulio II affidò Cisterna in feudo ai Caetani. Nel 1825 fu visitato, in una gita di piacere, dal marchese Massimo d’Azeglio, politico del Regno di Sardegna nonché collaboratore di Cavour. Nel 1840 vi sostò per una notte lo scrittore danese Hans Christian Anderson che lasciò un bel ricordo della città nel libro “Bazar di un poeta”.

Nel 1863, papa Pio IX vi si fermò in visita pastorale. Nel 1870, in seguito alla Presa di Roma, passò al Regno d’Italia e mutò il suo nome in Cisterna di Roma. Qui cominciavano le paludi e i cisternesi erano tutti butteri, cow boys. Conoscevano solo il cavallo, le mandrie, le foreste ed i pantani. Ancora adesso – che la bonifica è stata fatta da un pezzo e girano pure in macchina – restano nell’animo sostanzialmente butteri: onesti ed orgogliosi.

Nel 1929, iniziò il processo di bonifica della palude promosso dal regime fascista, che comprendeva la maggior parte del suo territorio comunale. Nel 1934 fu costituita la provincia di Latina e Cisterna ne entrò a far parte, assumendo il nome di Cisterna di Littoria. La città di Cisterna riconobbe l’opera di questi soldati gemellandosi nel 1982 con la città americana di Fort Smith, nell’Arkansas, città nativa del generale Darby e titolando a quest’ultimo il locale Istituto Tecnico Industriale e Commerciale. La città si trovò così al centro degli scontri armati, subendo pesanti bombardamenti.

Ad aprile, gli americani riuscirono finalmente a sbloccare la situazione e a conquistare Aprilia. Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Cisterna. Al pellegrino che domanderà della nostra vita, non dite: “Per pietà! Non parlate dei vostri figli raminghi e dispersi che attendono ancora per darvi il bacio del ritorno, non dite: “Qui fu Cisterna” ma forte gridate: “Qui risorgerà Cisterna! La ricostruzione della città avvenne abbastanza velocemente, seppur in maniera caotica e disordinata.