Anziani. Salute e ambiente urbano PDF

E’ un record planetario che condividiamo con poche altre aree. Brescia è anziani. Salute e ambiente urbano PDF al centro di questa gigantesca “camera a gas” cui è ridotta la pianura Padana e, se approfondiamo l’analisi dei dati disponibili, eccelle in negativo per la pessima qualità dell’aria. Lo smog, come è noto, ha diverse origini riconducibili soprattutto alle emissioni industriali, al traffico e al riscaldamento domestico. La realtà, ovviamente è ben diversa.


Författare: Rita Cutini.

Nell’estate 2003 un’ondata di calore straordinaria ha investito l’Europa causando in poche settimane una mortalità impressionante. Alcuni studi parlano di decine di migliaia di decessi, soprattutto tra gli anziani oltre i 75 anni. Nell’inverno 2012 i paesi europei sono stati investiti da un’ondata di freddo eccezionale. È durata non pochi giorni con nevicate abbondanti e le cronache giornalistiche hanno riportato una sorta di bollettino di guerra, con difficoltà pesanti, patite soprattutto dagli anziani. Pur nella loro diversità, potrebbero essere considerati due casi di scuola per misurare l’adeguatezza dell’offerta dei servizi sociali e sanitari. La Comunità di Sant’Egidio, con il Programma Viva gli Anziani! ha provato a rispondere in modo nuovo ai problemi inediti che le strutture sociali vivono. Il Programma nasce nel 2004 a Roma, dopo la terribile estate dell’anno precedente, con un obiettivo semplice e ambizioso: non lasciare gli anziani da soli a fronteggiare gli eventi critici come il caldo, il freddo, una caduta, la perdita del coniuge, attraverso interventi diretti e campagne di informazione mirate nei periodi critici dell’anno, coinvolgendo e attivando le reti di prossimità esistenti in un quartiere. I vicini, i portieri, i negozianti, le assistenti a pagamento sono stati una risorsa preziosa in un quartiere e collegare insieme e attivare queste reti può produrre risultati sorprendenti in termini di benessere, qualità di vita, riduzione dell’ansia, sicurezza.

Comitati della provincia, veniva organizzato un importante convegno, Brescia: industria, qualità dell’ambiente e salute. Caffaro”, il più grande inceneritore d’Europa, il polo energetico A2A, l’Alfa Acciai. In agosto 2008, come noto, si sono tenute a Pechino le olimpiadi, precedute e accompagnate da un gran strombazzare della stampa italiana sulla “cappa di smog” che sovrastava la città e che metteva a rischio la salute degli atleti. Comitati, il 28 gennaio 2010, hanno presentato un Esposto-denuncia alla Magistratura per il rispetto del limite dei 35 giorni delle PM10. PM10, quasi il doppio del limite di legge.

Ziziola, e che colloca Brescia tra le città con più alte concentrazioni nell’aria. I dati, riferiti agli anni 2004-2008 e alle centraline di fondo urbano, sono sintetizzati in un unico indicatore, definito dal numero medio di volte in cui le città superano i limiti di legge. La situazione è di estrema gravità e non basta a fronteggiarla la pur giusta richiesta di conservare e valorizzare il poco verde urbano rimasto: bisogna intervenire drasticamente per ridurre le emissioni industriali ed il traffico veicolare. 2010, due altri studi licenziati dal Politecnico di Milano e dall’Università Bicocca, sempre di Milano. A metà gennaio 2011 viene pubblicata un’indagine dell’Arpa di Brescia sulle diossine a San Polo. The Lancet”: questi studi confermano gli effetti nocivi delle PM10, del particolato più fine PM2,5 e ultra fine PM0,5 sia sull’insorgenza di tumori, sia sui tassi di ospedalizzazione, sia sulla modifica del Dna in particolare nei bambini. Università di Brescia, su bambini residenti in città ed esposti allo smog: riscontrati segnali di possibili modifiche del Dna che potrebbero aumentare il rischio tumori da adulti.