Alla mensa degli angeli. Storie di ceramiche, botteghe e vasai a Nardò tra i secoli XVI e XIX PDF

Questa voce o sezione sugli argomenti materiali e arte non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Specifiche ceramiche inoltre, trovano impiego nei rivestimenti ad alta resistenza al calore per il loro alla mensa degli angeli. Storie di ceramiche, botteghe e vasai a Nardò tra i secoli XVI e XIX PDF punto di fusione. La ceramica è una lavorazione antica e molto diffusa in aree anche molto distanti tra loro. Rientrano nel gruppo i gres e le porcellane.


Författare: Riccardo Viganò.

A due anni dalla pubblicazione del volume “Per uso della sua professione di lavorar Faenze” (Ed. Esperidi 2013) lo studioso Riccardo Viganò prosegue il suo appassionato studio dei manufatti ceramici neretini offrendo alla comunità scientifica, e non, questo nuovo volume che riesce a dare a Nardò il giusto peso e ruolo nella storia delle fornaci e delle manifatture ceramiche, tra la seconda metà del XVI e gli inizi del XIX secolo. Il tutto senza avere la presunzione di realizzare uno studio esaustivo bensì con l’intenzione di aggiungere un importante tassello allo straordinario patrimonio storico della città neretina, rivelando un sorprendente ed inedito passato fatto di storie stratificate di intere famiglie di figuli la cui operosità di gente comune ha contribuito alla fortuna storiografica di questo luogo. Fondamentale nel percorso è stato lo studio delle fonti archivistiche notarili, ecclesiastiche ed iconografiche, l’osservazione di materiali (impasto, decori etc.) editi ed inediti provenienti da recenti scavi realizzati a Nardò, il confronto con realtà vicine come Cutrofiano.

Hanno una bassissima porosità e buone doti di impermeabilità ai gas e ai liquidi. Non si lasciano scalfire neanche da una punta d’acciaio. Sono tipicamente le terraglie, le maioliche e le terrecotte. Hanno pasta tenera e assorbente, più facilmente scalfibile. I tipi principali di ceramiche sono: la terracotta o coccio, la terraglia, la maiolica, il gres e la porcellana che può essere a pasta tenera o dura. Lo stesso argomento in dettaglio: Laterizio e Cotto. Sono ceramiche che, dopo il processo di cottura, presentano una colorazione che varia dal giallo al rosso mattone, grazie alla presenza di sali o ossidi di ferro.

Grazie alla sua stabilità, alla resistenza all’invecchiamento, e alla leggerezza che deve alla sua porosità, la terracotta è il più diffuso materiale da costruzione, chiamato con il nome di laterizio. Sono utilizzate sia senza rivestimento superficiale che con rivestimento. Le prime come ceramica strutturale e ornamentale: laterizi, vasi, brocche, ecc. Le seconde anche come vasellame da cucina: tazze, piatti. Lo stesso argomento in dettaglio: Grès porcellanato.

Il grès è utilizzato soprattutto per produrre mattonelle per i bagni e le cucine. Si ottiene per mescolanze argillose naturali che producono ceramiche dette, appunto, greificate. I colori variano a seconda dei composti ferrosi presenti. Per ottenere grès bianchi si utilizzano impasti artificiali a base di argille cuocenti bianche e rocce quarzoso-feldspatiche che inducono la greificazione della massa. Lo stesso argomento in dettaglio: Porcellana. Esistono tipi anche molto diversi di porcellana, tipici delle diverse tradizioni di produzione. Lo stesso argomento in dettaglio: Argilla.

La temperatura di cottura dell’argilla è in funzione del tenore di Allumina in essa contenuta. L’argilla è naturalmente molto malleabile, in quanto la presenza di acqua nella sua struttura ne migliora le caratteristiche plastiche ed è quindi molto facile da lavorare anche con le mani. Quando è asciutta, ma non ha ancora subìto il processo di cottura, diventa rigida e fragile. Se sottoposta ad un intenso riscaldamento, diventa permanentemente solida. Con la ceramica non si intende solo il materiale, ma per estensione anche il prodotto che di quel materiale risulta composto. I prodotti in questione possono essere moltissimi. Entrambe caratterizzate da un forte assorbimento di acqua.