1177 a. C. Il collasso della civiltà PDF

Lo stesso argomento in dettaglio: Veneti e 1177 a. C. Il collasso della civiltà PDF X Venetia et Histria. Abitato già nella preistoria, dapprima insediamento degli Euganei, fu in epoca protostorica occupato dal popolo dei Veneti. Il primo reperto storico dove si attesta la presenza dei Veneti è sulla Stele di Isola Vicentina dove è presente l’incisione Venetkens, aggettivo derivato dal nome della popolazione stessa.


Författare: Eric H. Cline.

Vennero dal mare. Sappiamo il loro nome e poco altro: li chiamiamo “Popoli del Mare” e al loro arrivo caddero regni millenari e l’intera Civiltà del Bronzo collassò repentinamente. Dopo, seguirono solo lunghi secoli bui. L’Età del Bronzo era stata un’epoca di fiorenti commerci, di evoluzione tecnica e culturale, di rapporti diplomatici internazionali, di sottili equilibri politici. A lungo si è pensato che il mondo di tremila anni fa fosse un luogo primitivo, con un’economia ridotta su breve scala, ma gli ultimi decenni di scavi archeologici hanno invece portato alla luce un mondo incredibilmente organizzato e vasto, sorprendentemente simile al nostro, tanto da poterlo definire “globalizzato”. Il quadro archeologico ci restituisce un’organizzazione solida e funzionale, che sembrava intramontabile, come la nostra, ma che cadde di schianto. Lo stagno, necessario per ottenere il bronzo delle armi e degli utensili, proveniva dall’Afghanistan, il rame da Cipro: come il petrolio di oggi, erano le merci più ambite, e sul loro commercio era fiorita un’intesa internazionale che coinvolgeva tutti i grandi imperi del Mediterraneo e della Mezzaluna fertile. I nomi dei regni antichi evocano avvenimenti lontani – Egizi, Ittiti, Assiri, Babilonesi, Mitanni, Minoici, Micenei, Amorrei, Ugariti, Cretesi, Ciprioti, Cananei -, ma le loro vicende sono così “moderne” che la loro storia suona ormai come un monito rivolto al nostro mondo.

La provenienza anatolica dei Veneti adriatici non è accettata da tutti gli autori antichi ed è ancor oggi oggetto di discussione. Il processo di romanizzazione della Venetia è avvenuto in maniera graduale e senza traumi o conquiste manu militari, dato che veneti e romani erano popoli alleati. Le relazioni politico-militari con i romani iniziano nel III secolo a. Dopo la guerra sociale nell’89 a. In epoca augustea il territorio dei veneti venne unificato e dotato di riconoscimento ufficiale con la creazione della Regio X Venetia et Histria. La città maggiore era Aquileia, sebbene il concetto di ‘capitale regionale’ fosse estraneo alla pensiero istituzionale dell’Alto Impero.

Centro di irradiamento della nuova religione fu Aquileia, metropoli della Venezia endolagunare, in cui il Cristianesimo era giunto probabilmente per mare. Le prime infiltrazioni di tribù germaniche nel territorio della regione ebbero luogo già nel 168-169 con il saccheggio di Oderzo ad opera dei Quadi e dei Marcomanni. Fu tuttavia a partire dal V secolo che le incursioni si fecero ripetute e più devastanti, prima con gli Unni di Attila nel 452, che costrinsero i veneti a rifugiarsi nelle isole vicino a Venezia, così prive di tesori, che ad Attila non interessasse andarci. La dominazione gota terminò brutalmente a metà del VI secolo a seguito dell’invasione delle armate bizantine guidate dal generale Belisario.

Longobardi – descritta da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum -, venne sottratta al dominio imperiale buona parte dell’Italia settentrionale. In Veneto, a seguito dell’invasione, venne a crearsi una netta separazione tra la zona continentale, sotto il dominio longobardo, e quella costiera, ancora dipendente dall’Impero bizantino. Contemporaneamente, lo scisma tricapitolino provocava un’ulteriore frattura anche in campo religioso, destinata a durare per tutto il secolo successivo. Ducatus Venetiarum e il Regnum Langobardorum, siglato dal re Liutprando e dal primo doge Paoluccio Anafesto.

Nel frattempo all’interno del giovane ducato, la crescente pressione longobarda e le feroci lotte intestine scatenatesi tra la capitale Eracliana e la vicina Equilio portarono al trasferimento a Metamauco della sede ducale. Contemporaneamente, col declinare del controllo bizantino sull’Italia, il territorio lagunare assunse caratteri sempre maggiori di indipendenza dal potere centrale, fino a che, con la conquista longobarda di Ravenna nel 751, la dipendenza politica da Bisanzio divenne poco più che formale. Lo stesso argomento in dettaglio: Marca di Verona. Alla fine dell’VIII secolo il regno longobardo venne travolto dai Franchi di Carlo Magno, che nel 774 posero fine in Verona all’ultima resistenza longobarda. Incoronato Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale dell’800, il neo-costituito Regnum Italiae venne affidato al figlio Pipino. I problemi dinastici in seno all’impero franco ne indebolirono il controllo sull’Italia settentrionale, lasciando libero campo alle terribili aggressioni degli Ungari, che nell’899 saccheggiarono Treviso, Padova e Vicenza e nel 900 giunsero a minacciare le lagune, venendone però respinti.

Lo stesso argomento in dettaglio: Lega veronese, Ezzelini, Scaligeri e Da Camino. A partire dai primi decenni dopo l’anno 1000, si assistette in tutto il Veneto ad un decollo economico e ad una ripresa della vita sociale nelle città principali, che iniziarono ad esercitare un controllo egemonico sul loro contado. A partire dall’XI secolo, poi, Venezia iniziò la sua espansione marittima nell’Adriatico, del quale prese a configurarsi come potenza egemone, e ad accrescere enormemente i propri privilegi e commerci in Oriente. In quest’epoca di grande fioritura sociale e culturale, nel 1222 venne fondata l’Università degli Studi di Padova.

Quasi contemporaneamente si assistette in tutta la terraferma alla trasformazione dei liberi comuni in potenti signorie in lotta tra loro per l’egemonia regionale. Lo stesso argomento in dettaglio: Carraresi e Domini di Terraferma. Nonostante Venezia avesse nel mare il centro dei propri interessi economici, essa mantenne sempre vivi i legami col proprio entroterra, esercitando una forte attrazione sulle tormentate città della Marca Trevigiana. A partire dal XIV secolo la Serenissima iniziò ad intervenire in maniera sempre più decisa nella politica regionale, soprattutto per impedire che il potente stato carrarese ne minacciasse le vie di comunicazione terrestri e fluviali. Il potere e l’influenza crescente della Repubblica spinsero i suoi vicini a ricercare l’alleanza con la Repubblica di Genova, principale rivale commerciale e marittimo di Venezia.